mercoledì, 18 Settembre, 2019

Intini (Psi): «Nel 2008 sbagliammo e rimanemmo fuori. Il segretario Nencini è riuscito a riportare i socialisti in Parlamento»

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Intini-Psi

Un passo importante per il Psi all’interno dello scacchiere politico italiano ed europeo. Il segretario del Partito socialista Riccardo Nencini ha annunciato ieri l’accordo raggiunto tra Pd e Psi: lista unica alla Camera, liste proprie al Senato in regioni chiave come la Calabria, la Campania e il Lazio oltre che nelle regioni dove si svolgeranno anche le elezioni regionali: Lazio, Lombardia e Molise. A fare il punto con l’Avanti! sull’accordo politico siglato è Ugo Intini, già portavoce di Bettino Craxi nel I e II governo. Nella sua analisi l’ex direttore dell’Avanti! ha riconosciuto al segretario Nencini il grande merito di aver gettato le basi per riportare il partito in parlamento, senza cadere nell’errore fatto dal gruppo dirigente nel 2008.

Onorevole Intini, visti i sondaggi e gli schieramenti politici che andranno alle urne, l’accordo siglato con il Pd potrebbe significare riportare il Psi in Parlamento e dunque un traguardo significativo per il Psi?

Va dato atto al segretario Nencini e al gruppo dirigente di aver affrontato un marcia nel deserto per cinque anni per colpa anche del gruppo nel quale io facevo parte che ha avuto il torto di lasciare il partito fuori dal parlamento. Il fatto che il partito ritorni in parlamento rimedia a quell’errore. L’esperienza dei radicali dimostra quanto si possa pesare in parlamento pure essendo eletti nella lista del Pd, i socialisti saranno più leali.

Nencini ha scritto nel suo editoriale pubblicato sull’Avanti! “Qualcuno ha scritto che abbiamo fatto un accordo per le seggiole. Già, ma senza ‘seggiole’ le idee non diventano leggi. E abbiamo preteso quanto ci spettava, nulla di meno. Il giudizio si dà alla fine. Sul lavoro che verrà fatto. Sui risultati”. Cosa ne pensa?

L’errore catastrofico di cui sopra è stato fatto proprio per non aver fatto un “accordo per le seggiole”. Dopo quest’esperienza siamo vaccinati. Ha fatto bene il gruppo dirigente nel non seguire le stesse critiche.

L’accordo col Pd prevede anche la stipula di «un patto di consultazione tra Pd e Psi sulle questioni più spinose che di volta in volta si presenteranno all’esame delle Camere» e dunque il riconoscimento dell’autonomia organizzativa e politica del Partito socialista. Altro segnale importante.

Difendendo l’identità del partito i socialisti non fanno una cosa per sé ma per la sinistra e l’Italia perché l’identità socialista è importante per la sinistra. La sinistra ha un problema di identità e lo si risolve con due ancoraggi: quello alla storia e alla tradizione socialdemocratica e quello alla famiglia socialista europea. La sinistra ha bisogno del doppio ancoraggio alla storia e alla famiglia socialista, ancoraggio che il nostro partito può portare al di là dei numeri.

Autonomia ma anche capacità per le forze riformiste di centrosinistra di lavorare bene insieme per il futuro del Paese?

L’ancoraggio duplice è anche condizione per fare bene insieme perché i socialisti italiani sanno che le scelte importanti vanno fatte a livello europeo.

Il ritorno dei socialisti in Parlamento rappresenta anche una presenza che guarda all’Europa.

Hanno capito tutti che nessun problema si affronta a livello nazionale ma europeo. Tutto è globale. Bisogna che l’Europa prenda la strada di un orientamento socialdemocratico: dopo la Francia con Hollande e l’Italia con Nencini speriamo che anche la Germania faccia lo stesso.

Lucio Filipponio

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