sabato, 7 Dicembre, 2019

Inventarsi qualcosa per non morire salviniani

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Ogni tanto andrebbe ripassata la storia politica di questo Paese. Perlomeno dell’Italia repubblicana. Si vedrebbe che l’elettorato è prevalentemente di orientamento moderato. Laddove moderato è un termine per mascherare la parola destra che da noi ha una accezione fortemente negativa perché legata all’esperienza del ventennio fascista. La Democrazia Cristiana per 40 anni ha rivestito questa destra col doppio petto del clericalismo e dell’unanimismo sulle grandi questioni nazionali, ma oggi aderirebbe al Partito Popolare europeo (insieme a Berlusconi & c.). Del resto, Aldo Moro e la sinistra di base erano componenti minoritarie. Caduta la prima Repubblica, crollate le forze del cosiddetto pentapartito, la sinistra (anche quella intellettuale) si convinse che c’era stato uno spostamento degli equilibri elettorali e si preparò con la gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria a prendere il potere. Era un abbaglio. Bastarono pochi mesi ad un imprenditore televisivo, tale Berlusconi, ad inventare un partito ed una coalizione che rappresentasse nelle urne la maggioranza degli umori elettorali degli italiani. Questa regola è stata molto parzialmente infranta da Prodi mettendo insieme da Mastella a Bertinotti e con l’estrema destra separata dal resto delle forze moderate. Ma l’eterogeneità ne determinò un destino breve. In questa terza Repubblica sono scomparsi i partiti tradizionali. Sono nati nuovi soggetti. Ma la musica è sempre la stessa. Il centro sinistra nella versione Pd + 5stelle è minoranza. E purtroppo dall’altro lato il centro destra non ha il volto rassicurante dei vecchi leader Dc o quello del Cavaliere di Arcore. Ma stavolta quello poco rassicurante di un leader che vuole i pieni poteri e che parla alla pancia degli italiani.

Questo, salvo rare eccezioni, sta avvenendo un po’ in tutta l’area euro-americana. Qualcuno suggerisce che la terapia sarebbe per la sinistra di tornare a parlare ‘da sinistra’ agli operai. Peccato che il mondo sia cambiato nel frattempo. E il terziario e i servizi siano diventati il settore dominante. Forse bisogna sporcarsi le mani al centro, rubando argomenti alla destra e coniugandoli con i valori che sono nel dna di un socialismo democratico. La giustizia sociale, la tolleranza, il rispetto dei diritti civili, la perequazione nella distribuzione dei redditi. L’operazione di Renzi potrebbe andare in questa direzione. La creazione di un’area che inglobasse anche socialisti ed ambientalisti, e che riuscisse a rubare quote di elettorato moderato potrebbe impedire che quando si voterà (prima o dopo succederà) una destra poco rassicurante si prenda il pallino. Perché sia chiaro: Pd e 5stelle da soli non ci riusciranno.

Nino Oddo

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1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Mi sembra una fotografia abbastanza realistica delle vicende politiche di casa nostra, e chi ha sottovalutato il “volto rassicurante ………. del Cavaliere di Arcore” dovrebbe riconoscere quantomeno l’errore commesso, perché anche questo può essere il modo di non passare da un errore all’altro, come mi pare stia avvenendo da un po’ di tempo nelle fila della sinistra, anche quella riformista.

    Quanto all’inventarsi qualcosa “per non morire salviniani”, bisognerebbe essere innanzitutto meno autoreferenziali, da come io la vedo, e ascoltare maggiormente lo stato d’animo e gli “umori” del Paese, perché il leader leghista lo sta verosimilmente facendo, come sembrano dirci anche altre odierne righe di questo giornale, dal titolo ”Salvini centauro, metà moderato e metà populista”

    Paolo B. 13.11.2019

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