lunedì, 3 Agosto, 2020

Io non mi sento italiano, ma per fortuna e purtroppo lo sono

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Cari Compagni,

Se vogliamo rafforzare lo spirito di partecipazione e far sentire ancor più italiani gli italiani all’estero, abbiamo bisogno di un forte supporto da parte del Partito.

Le esperienze che tutti noi viviamo all’estero dovrebbero essere utilizzate come risorse, per questo sono d’accordo con Leonardo nel nominare un rappresentante delle federazioni estere nella Segreteria.

Diceva una canzone di Gaber, io non mi sento italiano, ma per fortuna e purtroppo lo sono, allora cerchiamo di essere abituati a pensare che per fortuna siamo italiani e cerchiamo di rafforzare uno spirito di appartenenza via via perduto negli anni.

La forza di una nazione è proporzionata alla forza dello spirito di appartenenza, se non siamo uniti e non intraprendiamo un percorso volto alla comprensione di cosa noi siamo e cosa possiamo dare, allora non potremo mai crescere.

Sono all’estero oramai da 6 anni e come membro del PSI Lussemburgo e come italiano all’estero le mie parole sono sentite e dovrebbero essere ascoltate, perchè il futuro dell’Italia è nell’Europa.

La federezione lussemburghese è da tempo d’accordo per una riforma del sistema di governance delle imprese volta ad una partecipazione diretta dei lavoratori nelle decisioni importanti che possono impattare sulle vite dei lavoratori, siamo fermamente convinti che bisogna introdurre forme di scambi per i giovani che vogliono fare esperienza presso i Parlamenti, Governi, Istituzioni di altri Paesi membri, al fine di rafforzare quella coscienza politica, quello spirito di appartenenza, fondamentale per la creazione di una Europa politica, gli Stati Uniti d’Europa, la cui realizzazione deve essere l’obiettivo primario se non vogliamo sprofondare in una crisi peggiore. Sarò a Venezia per il Congresso Nazionale e cercherò di dare voce a tutti gli italiani che vivono a Lussemburgo e all’estero, che come me sentono il dovere di partecipare con le proprie esperienze alla vita politica, economica e culturale del Paese, dell’Europa.

Cari saluti,
Carlo Sconosciuto

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