sabato, 4 Aprile, 2020

Irlanda e il nodo avviluppato

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Mica é facile risolvere la questione Brexit in salsa irlandese. Nella sua Ceerentola Rossini si esalta col celebre coro: “Questo è un nodo avviluppato” cui ben si attaglia quello irlandese dopo la Brexit. Come é ovvio i confini della Gran Bretagna dovranno essere ripristinati per le persone e le merci. Ma se un confine con la terra ferma ë segnato dal mare, ce n’é uno che spacca un’isola. E’ quella irlandese, tuttora divisa tra Irlanda con capitale Dublino, indipendente da circa cento anni, e Irlanda del Nord, che ha acquisito una sua autonomia dopo anni di lotte cruente tra indipendentisti cattolici e unionisti protestanti, ma che ancora é collocata nel Regno Unito. L’Irlanda resta in Europa, quella del Nord esce con la Brexit. E dunque dopo avere abbattuto tutti i confini tra Nord e Sud si dovrebbe tornare a erigerne uno proprio all’interno della stessa area nazionale. Con tanti saluti per l’autonomia, l’indipendenza e l’unione irlandese. Questo é quel che non vuole il governo britannico e che ovviamente non vogliono l’Irlanda e i nordisti autonomisti. L’altra idea, suggerita da Bruxelles, é quella di uniformare Nord e Sud al mercato comune, di fatto distaccando l’intera Irlanda dal governo di Londra, e questo non possono accettare né gli unionisti irlandesi né il governo centrale. Intanto, dopo l’ipotesi di accordo di Teresa May proprio i ministri irlandesi e quelli che si occupavano di Irlanda hanno sbattuto la porta. Valli a capire i brexisti. Potevano mica pensarci prima? Recita un vecchio proverbio irlandese: “Che tu possa arrivare in paradiso mezz’ora prima che il diavolo si sia accorto che sei morto”. Stavolta pare arrivato prima lui.

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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