venerdì, 20 Settembre, 2019

DAESH IN PARLAMENTO

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isisi teheranIl Paese degli Ayatollah viene colpito al cuore e in due attacchi in rapida successione in luoghi simbolo dell capitale dell’Iran, il parlamento e il mausoleo dell’imam Khomeini, dai terroristi di matrice jihadista. Per fortuna il terzo attentato è stato sventato. Alcuni terroristi hanno agito vestiti da donne. L’Is ha rivendicato l’attentato tramite la sua agenzia Amaq, secondo cui “combattenti dello Stato islamico hanno attaccato il mausoleo di Khomeini e il parlamento” di Teheran. In un successivo comunicato, Amaq ha precisato che “due martiri hanno fatto detonare le loro cinture esplosive” nella capitale iraniana. Se confermato, nel Paese sciita si apre un nuovo, minaccioso fronte della jihad condotta dal gruppo jihadista sunnita.
Questa mattina prima ci sono stati degli spari ad opera di un commando dell’Is nel Parlamento iraniano, poi un kamikaze si è fatto esplodere, portando alla morte di 8 persone e una ventina di feriti. Quasi contemporaneamente un commando armato di due terroristi porta il terrore tra i visitatori del mausoleo dedicato all’ayatollah Ruhollah Khomeini, nella zona sud di Teheran. Anche qui una sparatoria, poi un terrorista si fa saltare in aria, mentre l’altro sarebbe stato ucciso dalla polizia, dice la tv di Stato Irib. Qui il bilancio, scrive l’agenzia di stampa iraniana Fars, sarebbe di un morto e almeno due feriti.
Per fortuna le forze di sicurezza iraniane sono riuscite a sventare un ulteriore attentato nel Paese, arrestando una “squadra di terroristi”, altri dettagli non sono stati forniti per ragioni di sicurezza. Lo ha riferito il capo del dipartimento antiterrorismo del ministero dell’Intelligence iraniano.
Il presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani, ha riferito che l’attacco ha provocato “danni inferiori a quelli previsti, grazie alle forze di sicurezza dimostratesi pienamente in grado di gestire gli aggressori codardi”. Per Larijani, “l’attacco dimostra che i terroristi hanno l’Iran come obiettivo” perché “il Paese rappresenta un hub attivo ed efficace nella lotta al terrorismo”.
In questo modo il presidente ha ancora dato una risposta chiara e forte alle insinuazioni fatte dal Presidente Donald Trump in Arabia Saudita quando ha incontrato i leader dei principali paesi arabi. Dopo le aperture di Obama, Trump fa una sterzata contraria e lancia un’alleanza nel Golfo che porta all’isolamento di due Stati importanti come il Qatar e l’Iran. All’appello del presidente Usa ad una nuova crociata contro il terrorismo e l’Iran shiita hanno risposto prontamente sei Paesi arabi (Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Yemen e Maldive) che hanno subito rotto i rapporti con Doha.
Con l’attacco di oggi viene smentita la linea adottata da Washington, mentre ‘The Donald’ proprio ieri esultava per “l’inizio della fine del terrore”. Nel frattempo il Qatar è completamente isolato, anche economicamente: l’Arabia Saudita ha annullato la licenza di Qatar Airways e chiuso gli uffici della compagnia sul tutto il territorio nazionale. E le autorità filippine hanno vietato ai loro cittadini di lavorare in Qatar, una misura “precauzionale” giustificata con il timore che gli oltre 200 mila filippini che lavorano nell’emirato possano trovarsi a dover fronteggiare problemi come la carenza di generi alimentari.

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