lunedì, 18 Novembre, 2019

Isis. Londra lancia l’allarme armi chimiche

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Londra-allarme IsisA poche ore dalla strage di Palmira, la minaccia del Califfato si palesa anche in Europa: la polizia anti-terrorismo della Gran Bretagna si sta infatti concentrando sulla “crescente minaccia” di un attacco con armi chimiche da parte dei cosiddetti  ‘foreign fighters’,  jihadisti britannici di ritorno da Iraq e Siria. Secondo fonti di sicurezza le bombe al cloro – sostanza facilmente reperibile nel Regno Unito – stanno diventando “armi chimiche di default” per lo Stato islamico dell’Iraq e della Siria (Isis). A lanciare l’allarme è il quotidiano britannico ‘The Times’ citando un rapporto dei servizi sugli jihadisti di ritorno dai Paesi dove hanno combattuto.

L’APPELLO DELL’ESPERTO – Il Colonello Hamish de Bretton-Gordon – uno dei principali esperti in tema di guerra chimica – ha allertato il governo perché si regoli in modo più severo la vendita di cloro che di solito viene utilizzata per disinfettare le superfici o depurare l’acqua delle piscine. Il cloro può essere fatale essere letale se inalato in ordigni fatti esplodere in luoghi affollati e al chiuso come stazioni della metropolitana o centri commerciali. Ciò che quindi desta maggiore timore e preoccupazione è il fatto che il cloro in Inghilterra si può acquistare in grandi quantità – fino a 90 tonnellate – senza licenza. E in Iraq i militanti realizzano bombe improvvisate al cloro, utilizzando parte dei frigoriferi.

MOGHERINI: USO FORZA NECESSARIO, MA NON RISOLUTIVO – Sulla minaccia dello Stato islamico è tornata a pronunciarsi l’alto rappresentante della Politica estera e di sicurezza Ue, Federica Mogherini secondo cui “l’uso della forza è necessario, ma non sufficiente, perché solo lo sviluppo di diritti e democrazia nel mondo arabo si potrà arrivare a una soluzione del conflitto mediorientale”. “A volte l’uso della forza si rende indispensabile – continua Lady Pesc – è stato così in passato e potrà essere così anche in futuro. Ma non è mai risolutivo”. “Pensiamo alla minaccia rappresentata dal gruppo terroristico che si fa chiamare Stato islamico, Daesh. Una grande coalizione internazionale – Paesi arabi e occidentali insieme – si è mossa per fermare il suo progetto di conquista territoriale. Un progetto che unisce un’ideologia perversa e apocalittica, vendette settarie, la volontà di controllare immense risorse economiche. Un progetto di distruzione che usa la religione – una nobile religione – per uccidere i suoi stessi fedeli in una banale quanto crudele lotta di potere”, ha ricordato l’ex ministro degli esteri italiano. Tuttavia, ha precisato, “la risposta militare è una scelta necessaria, ma non sufficiente”. Per sconfiggere il Califfato, secondo Mogherini, sarà necessario affrontare “le cause profonde” della sua ascesa. “Solo – ha elencato – se l’Iraq sarà un paese solido, inclusivo e democratico. Solo se la Siria si avvierà finalmente sulla strada della della transizione politica e della riconciliazione nazionale. Solo se sapremo mostrare e dimostrare che parole come diritti, sviluppo e pace non sono privilegio di pochi, nel mondo arabo come in Europa e nel resto del mondo”.

Redazione Avanti!

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