domenica, 15 Dicembre, 2019

Israele, avanguardia
della cannabis medica

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Israele, un paese di pionieri anche per quanto riguarda la cannabis medica. Nella giornata di martedì 13 settembre  si conclude a Tel Aviv l’International Medical Conference Cannabis, dove medici e studiosi israeliani stanno portando avanti nuovi studi clinici per provare ad ampliare l’uso della cannabis per curare altre malattie. La tolleranza nei confronti della marijuana non è una novità in Israele e l’aspetto che sembra lontano dalla politica italiana è che un tema così delicato non è oggetto di strumentalizzazioni politiche. Likud e Socialisti, infatti, sembrano essere d’accordo sul maggior utilizzo della cannabis a fini terapeutici. Proprio a giugno, per esempio, il governo, attraverso il ministro della Salute, Ya’akov Litzman, ha approvato una riforma per estendere e modernizzare l’utilizzo della cannabis in campo medico. Il testo approvato dalla Knesset permette di acquistare la cannabis nelle farmacie autorizzate, sono stati ridotti i limiti per i coltivatori di marijuana e sono aumentati il numero di medici che possono prescrivere la cannabis terapeutica.

Infine è avvenuta una reale deburocratizzazione per accedere al farmaco, che potrà essere ottenuto dai pazienti grazie ad una semplice prescrizione medica e non attraverso i cavilli burocratici previsti dal Ministero della Salute.

La parola d’ordine nel settore della marijuana medica è la ricerca. Nel Paese all’avanguardia dal punto di vista tecnologico e scientifico è quasi una logica conseguenza investire anche in questo ambito. Già, ma la marijuana in Israele non è qualcosa per i radical chic (o quantomeno non solo). I numeri delle persone che necessitano della marijuana a fini medici, infatti, dicono ben altro. Fino ad oggi sono circa 23 mila i cittadini israeliani che si curano attraverso la cannabis medica. Cifre destinate a crescere, soprattutto se la marijuana verrà estesa anche per curare altre malattie. La sperimentazione e le discussioni scientifiche, come dimostra la Conferenza di Tel Aviv, confermano che si sta procedendo in questa direzione. Al momento la cannabis è in fase di sperimentazione clinica e il suo utilizzo è stato approvato per contribuire a curare la colite, il morbo di Crohn, alcuni sintomi di pazienti con paralisi celebrali, epilessia nei bambini, sindrome di Tourette, morbo di Parkinson, alcuni sintomi dell’autismo e qualche effetto collaterale nelle cure per il cancro. Mentre altri studi futuri sostengono che la cannabis potrebbe essere utilizzata per il trattamento dell’artrite, disturbo da stress post traumatico e infiammazione degli occhi.

Valerio Morabito 

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