venerdì, 15 Novembre, 2019

Israele, cala il sipario su Benjamin Netanyahu

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È calato  il sipario su Benjamin Netanyahu dopo la sua rinuncia  a formare il Governo. L’incarico gli era stato conferito dal Presidente della Repubblica Rivlin dopo il risultato delle elezioni anticipate  che avevano visto il partito di Benny Gantz “Blu e bianco” conquistare la maggioranza relativa  della Knesset, il Parlamento israeliano  davanti al Likud di Netaniahu.  Nonostante  il risultato elettorale l’incarico era stato affidato a Netaniahu, capo del Governo uscente che però anche con l’appoggio dei partiti  religiosi non è riuscito a formare una maggioranza . Il motivo principale di questo fallimento è stata la pretesa irrinunciabile  di essere riconfermato Premier.

Netanyahu ha giocato tutto sulle alleanze internazionali che aveva cercato di intessere sia col Presidente Usa Trump che con quello russo Putin e con le mosse propagandistiche come quella  della dichiarazione  di voler annettere  a Israele la Valle del Giordano che aveva causato  le reazioni negative del mondo arabo. Il Presidente Rivlin dopo la rinuncia di Netanyahu ha conferito l’incarico a Benny Gantz. Ora si apre una fase interessante e del tutto nuova per Israele. Gli scenari possibili sono sostanzialmente tre. Gantz, se accetterà l’incarico (ha tre giorni di tempo), avrà poi quattro settimane di tempo per formare il nuovo Governo e presentarsi davanti alla Knesset per la fiducia. Caduto l’ostacolo della persona di Netanhiao, potrà tentare di arrivare a una coalizione di unità nazionale. È vero che Netaniahu,  rinunciando all’incarico ha dichiarato  di escludere un accordo con Gantz, ma nel Likud non tutti sono su questa linea e un margine  per aprire una trattativa rimane. Poi vi è la strada di trovare ulteriori  alleati a una coalizione di centro sinistra che escludendo Likud e partiti religiosi potrebbe avere il voto della Lista araba che ha riportato un discreto successo nelle ultime elezioni e che si è già dichiarata disponibile  per un Governo presieduto da Gantz. Rientrerebbero così in gioco anche i laburisti che dopo anni  riassumerebbero responsabilità di Governo. Da decifrare anche il ruolo del partito di Lieberman che finora si era detto disponibile solo per un esecutivo di unità nazionale ma non presieduto da Netanyahu. La terza soluzione sarebbe quella di un ulteriore ritorno alle urne per l’incapacità di trovare una maggioranza. Ma la situazione interna e internazionale di Israele, con il pericoloso protrarsi del conflitto con i Palestinesi e il mondo arabo, renderebbero questa eventualità poco gradita al Presidente della Repubblica Rivlin e produttrice di ulteriore instabilità. E inoltre  sarebbe l’unica carta che rimarrebbe a Netanyahu per poter tornare protagonista della politica in Israele.

Alessandro Perelli 

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