sabato, 7 Dicembre, 2019

Israele, contingenza militare e contesto politico

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In Israele spesso la contingenza militare, e cioè lo stato di guerra per la situazione palestinese, deve fare i conti con il contesto politico interno. Dopo l’uccisione di Abu El Atta, comandante della Jihad palestinese avvenuta nei giorni scorsi, colpito in casa con la moglie da un razzo israeliano, si era scatenata la scontata reazione con il lancio di numerosi missili verso Tel Aviv e altre città prontamente neutralizzati dalla contraerea. Ma ciò aveva dato anche l’occasione a Netanyahu, ancora a capo del Governo, in quanto dopo le elezioni legislative le trattative per un nuovo esecutivo non avevano dato alcun risultato, di lanciare una pesante controffensiva di missili che avevano colpito non solo obiettivi militari ma anche inermi civili causando 34 vittime.

Nelle ultime ore Hamas aveva concordato una tregua ma l’inasprimento della situazione aveva sicuramente influito anche sul piano interno. L’incarico che il Presidente della Repubblica Ravlin, dopo il tentativo fallito da Netanyahu, aveva dato a Benny Gantz, il cui partito Bianco e Blu aveva conquistato la maggioranza relativa alle ultime elezioni, scadrà il prossimo mercoledì.

Ci sono rimaste sostanzialmente due possibilità: una coalizione di centro sinistra di minoranza con l’appoggio esterno della Lega araba e un Governo di unità nazionale proposto dal partito nazionalista di Lieberman che però era incagliato sul nome del Premier, carica rivendicata sia da Netanyahu che da Gantz. Ed ecco che gli ultimi drammatici avvenimenti sulla striscia di Gaza si sono inseriti nella vicenda politica rendendo estremamente difficile un Governo che si fosse retto con i voti della Lega araba, che aveva criticato il raid di missili israeliani che aveva colpito la popolazione civile palestinese. E d’altra parte proprio per l’aggravarsi della situazione Lieberman aveva mostrato numerosi segni di disponibilità verso il partito di Gantz anche perché Netanyahu sembrava rilanciare la sua volontà di guidare il prossimo Governo. Le prossime ore saranno decisive. Israele non può permettersi di tornare nuovamente a votare. E’ necessario un Governo autorevole che possa dialogare con Usa, Russia e Europa allo scopo di garantire la sicurezza dello Stato ma anche la coesistenza pacifica con il mondo arabo e che riesca a risolvere la questione palestinese che rimane, e i fatti di questi giorni ne sono la dimostrazione, una vera polveriera in campo internazionale.

Il Presidente della Repubblica Rivlin farà di tutto per garantire una governabilità al Paese ma qualcuno dovrà fare un passo indietro nell’interesse generale.

Alessandro Perelli

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