domenica, 29 Novembre, 2020

Netanyahu ce la farà nonostante il processo per frode fiscale

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Non ce l’ha fatta Benjamin Netanyahu a ottenere la maggioranza necessaria alla sua alleanza di centro destra per poter formare un nuovo Governo in Israele nelle elezioni anticipate (le terze in un anno) svoltesi domenica. A spoglio quasi ultimato, il suo partito, il Likud si è fermato a 37 seggi, un ottimo risultato, migliore di quello ottenuto nella precedente tornata elettorale, ma non sufficiente, insieme all’appoggio dei partiti religiosi, tradizionali alleati, a delineare, all’interno della Knesset, il Parlamento israeliano, una maggioranza politica non andando oltre i 58 seggi sui 61 necessari. Blu e bianco (i colori della bandiera israeliana), il partito di Benny Gantz si è confermato a 33 seggi, che con l’alleanza con i laburisti relegati a 7 e la Lista araba che ha colto un notevole successo con 15, non bastano a proporre una nuova maggioranza di centro sinistra. A questo quadro di aggiungono i 7 – 8 seggi della lista di destra di Lieberman, che ha ribadito la sua contrarietà a qualsiasi ipotesi di Governo Netanyahu, ma d’altra parte anche a una grande coalizione che comprendesse la Lista araba. Al di là delle dichiarazioni di Bibi (l’ormai noto soprannome del Premier) che ha definito di portata storica la sua affermazione, al di là del nuovo incarico che il Presidente della Repubblica Rivlin gli conferirà nei prossimi giorni, se non ci saranno passi indietro, Benjamin Netanyahu si troverà nella stessa situazione di impotenza con in più, dato non trascurabile nel contesto, il fatto che dal 17 marzo sarà sotto processo per corruzione e frode fiscale. E su questo appuntamento che di stanno già sviluppando le manovra politiche dall’una e dall’altra parte. Il partito laburista ha proposto di sottoporre alla Knesset una legge che impedisca a chi è sottoposto a giudizio la possibilità di fare il Premier (in Israele vi è già una norma del genere ma riguarda i Ministri). Questa proposta potrebbe avere la maggioranza in Parlamento anche se il Likud la riterrebbe lesiva della volontà popolare.
Lo stesso Likud avrebbe intenzione di presentare una proposta di congelamento dei procedimenti giudiziari durante il periodo in cui si svolge la guida del Governo. L’impressione è che se una di queste due proposte dovesse passare la maggioranza che l’avrebbe votata in un modo o nell’altro diventerebbe maggioranza di Governo. Difficile pensare alle quarte elezioni anticipate consecutive dopo i 28 giorni, più un’eventuale estensione di 14, che passeranno da quando il Presidente Rivlin riaffiderà a Netanyahu l’incarico di formare il nuovo Esecutivo.

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