mercoledì, 3 Giugno, 2020

Israele, ultimo appello per Netanyahu

0

Benjamin Netanyahu non essendo riuscito a formare un Governo con la sua riconferma come Premier e vanificando ogni altro tentativo ha preferito portare il Paese alle terze elezioni anticipate in anno ma rischia di vedere definitivamente tramontata la sua esperienza di Governo. La nuova prova elettorale che Israele dovrà affrontare il prossimo 2 marzo, infatti, rappresenta per l’uomo che ha guidato Israele negli ultimi anni, una sorta di ultimo appello. Non si può dire certo che Netanyahu lo affronti nelle migliori condizioni e con grandi possibilità di vittoria. Incriminato per corruzione, ha deciso di dimettersi da Ministro ma di rimanere Capo del Governo, cosa che può fare fino alla eventuale condanna in Appello, ma la sua popolarità risente di questa messa in stato di accusa anche perché l’opposizione e soprattutto Benny Gantz, il vincitore delle ultime elezioni, non perde giorno per rinfacciarglielo pubblicamente. Il suo partito, il Likud, pur rinnovandogli la fiducia non si presenta più monolitico nella sua difesa e con Giddeon Sa’ar ha chiesto ripetutamente le primarie che forse saranno convocate a fine dicembre. Inoltre si comincia a notare una sorta di stanchezza da parte dell’ elettorato israeliano alle prese con una nuova campagna elettorale e i sondaggi confermano il risultato di Blu e Bianco di Benny Gantz primo partito davanti al Likud di Benjamin Netanyahu. Certo in due mesi e mezzo le cose possono anche cambiare ma al momento quella di Netanyahu di volere a tutti i costi un nuovo voto sembra una mossa azzardata e quasi disperata. Il Presidente della Repubblica Rivlin ha cercato in ogni modo di favorire la formazione di un Governo di unita’nazionale conscio che la non facile situazione di Israele in campo internazionale si debba affrontare garantendo la governabilità del Paese. Non è solo la drammatica situazione della striscia di Gaza a preoccupare. Nelle ultime ore per ordine di Erdogan, la flotta turca ha allontanato a forza una nave di ricerca israeliana dalle acque di Cipro al largo di Nicosia, creando di fatto una zona omogenea sotto il suo controllo insieme a quello del Governo libico che comprenda Malta e Cipro e proponendosi come unico riferimento di una vasta area del Mediterraneo, cosa che Tel Aviv per la sua sicurezza non può permettere. Questa situazione instabile porta anche a una maggiore attenzione dei Palestinesi e dei popoli arabi alla futura prova elettorale di Israele con l’appello agli arabi israeliani di andare massicciamente a votare per rafforzare ulteriormente la Lista Araba che nelle ultime elezioni ha ottenuto in Parlamento 13 seggi e che se aumentasse ancora potrebbe risultare determinante anche con l’appoggio esterno a Blu e Bianco per formare un Governo con il Likud all’opposizione.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply