mercoledì, 3 Giugno, 2020

Israele, veto sui partiti religiosi, Gantz unico leader

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A poco più di una settimana dal voto del 17 settembre che ha ridisegnato la composizione della Knesset, il Parlamento israeliano proseguono le trattative per la formazione del nuovo Governo.
Dai dati definitivi e ufficiali è emerso il successo di Blu e bianco, il partito centrista di Benny Gantz che ha conquistato 33 seggi mentre il Likud di Benjamin Netanyahu si è fermato a 31, ma nessuna delle possibili coalizioni ha raggiunto la soglia dei 61 seggi necessaria per governare. E anche il partito nazionalista di Liberman che poteva far pendere la bilancia dall’una o dall’altra parte, ha confermato di essere disponibile solo per un Governo di unità nazionale con l’esclusione però della persona di Netanyahu.
Il Presidente della Repubblica Rivlin nel corso delle consultazioni ha incontrato Gantz e Netanyahu nello sforzo di trovare un accordo che eviti lo spauracchio di nuove elezioni che sarebbero le terze nell’arco di un anno e che rischierebbero di paralizzare il Paese alle prese con emergenze difficili come il persistere della storica questione palestinese e gli attriti con alcuni Paesi arabi e con la Siria, oggetto negli ultimi giorni di attacchi aerei di droni israeliani.
L’ipotesi che si cerca di percorrere è quella di un accordo tra i due partiti maggiori allargato alle forze che ci stanno. Ma due sono due i problemi che provocano uno stallo per ora insormontabile nelle trattative. Il primo è legato al fatto che non è chiaro chi dovrà iniziare la staffetta che è stata proposta per superare l ‘impasse.
Gantz vuole legittimamente iniziare per primo ma Netanyahu teme che dopo I primi due anni si torni all’ingovernabilità e alle elezioni anticipate e inoltre teme di essere perseguito dai giudici che lo hanno inquisito per frode e corruzione. Poi c’è il problema dei partiti religiosi che Gantz e Liberman non vogliono in maggioranza. Da non trascurare inoltre il ruolo della Lega araba che ha conquistato un successo notevole alle elezioni e che ha indicato Gantz come unico Premier appoggiabile.
Sarà fondamentale per il successo della trattative un passo indietro da parte di Netanyahu che però non sembra disposto a farlo dopo essersi esposto in campagna elettorale a prese di posizione che hanno ottenuto il consenso dei nazionalisti di destra come quella dell’annessione a Israele dei territori della valle del Giordano abitati dai coloni ma hanno suscitato allarme e preoccupazione nei Paesi arabi e in Europa.

Alessandro Perelli

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