lunedì, 9 Dicembre, 2019

Istanbul, Erdogan può ancora giocarsi la carta europea

0

La vittoria di Ekrem Imamoglu alle recenti elezioni del 23 giugno nella città di Istanbul non può essere archiviata come un semplice incidente di percorso per Erdogan. La perdita della città più importante e popolata della Turchia sembra segnare l’inizio di una profonda crisi di consenso per il Presidente turco. Anche il modo con cui è avvenuta, dopo l’annullamento da parte del Consiglio elettorale supremo delle elezioni del 31 marzo e la ripetizione con la conferma della vittoria di Imamoglu, rendono questo risultato ancora più eclatante e più bruciante la sconfitta di Erdogan. Sembra di essere ritornati ai giorni della storica marcia della giustizia da Ankara a Istanbul di due anni fa che rappresentò un primo chiaro segnale di debolezza per il regime. E come allora la risposta di Erdogan è stata di tipo autoritario. Allora fu l’emanazione di misure liberticide per gli avversari politici come l’incarcerazione di numerosi sindaci, oggi l’accentramento di competenze come il controllo delle municipalizzate e la gestione di importanti appalti che prima erano di competenza dei sindaci. La vittoria di Imamoglu e del Partito repubblicano del popolo fondato da Ataturk nel 1923 rappresenta un vero rinnovamento in Turchia ma anche un cambio generazionale e di cultura politica. All’arroganza, alla violenza dei modi e degli atteggiamenti di Erdogan viene proposto il dialogo e la difesa dei diritti.
È con questo messaggio che Imamoglu si è presentato agli elettori e ha ottenuto il consenso che lo ha fatto eleggere Sindaco. A questo si aggiunge una situazione economica, nonostante una certa ripresa dei flussi turistici, sempre più preoccupante con una svalutazione progressiva della lira turca, l’aumento dei prezzi dei beni di consumo e l’estendersi della disoccupazione. Erdogan può ancora abilmente giocare sul piano internazionale confermando all’Europa le promesse sul contenimento dei flussi migratori e allo stesso tempo trovando sponde di dialogo con la Russia di Putin, ma sul piano interno trova sempre maggiori difficoltà. Anche all’interno del suo partito l’Akp si stanno manifestando spaccature significative che potrebbero preludere alla nascita di nuove formazioni politiche. Uno stato di cose che lascia prevedere un autunno abbastanza caldo e una ripresa della piena operatività da parte dell’opposizione rinvigorita dal voto di Istanbul.

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply