mercoledì, 21 Agosto, 2019

Istat, a gennaio imprese in rosso

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produzione industriale

Oggi, l’Istat, ha reso noto i dati sulla produzione. Il mese di gennaio 2018 è stato negativo per l’industria italiana. Il fatturato dell’industria, dopo tre mesi consecutivi di crescita, particolarmente marcata a dicembre, ha segnato un calo congiunturale su base mensile (-2,8%). Nella media degli ultimi tre mesi, si registra, comunque, un incremento congiunturale del 2,1%. Anche per gli ordinativi, a gennaio, si rileva una flessione congiunturale (-4,5%) che segue l’accelerazione registrata a dicembre 2017; la dinamica congiunturale degli ultimi tre mesi rimane tuttavia positiva (+1,7%).

La diminuzione congiunturale del fatturato, a gennaio, è stata pari a -2,8% sia sul mercato interno sia su quello estero. Anche gli ordinativi segnano decrementi su entrambi i mercati (-6,4% per il mercato interno e -1,9% per quello estero).

Gli indici destagionalizzati del fatturato mostrano diminuzioni congiunturali diffuse in tutti i raggruppamenti principali di industrie, più rilevanti per i beni strumentali (-5,8%).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di gennaio 2017) il fatturato totale è cresciuto in termini tendenziali del 5,3%, con incrementi del 4,6% sul mercato interno e del 6,3% su quello estero.

L’indice grezzo del fatturato è aumentato, in termini tendenziali, dell’8,6%: il contributo più ampio a tale incremento proviene dalla componente interna dei beni intermedi. Per il fatturato il settore che ha registrato il maggiore incremento è quello della metallurgia (+13,2%); mentre l’unica variazione negativa nel comparto manifatturiero si rileva per i mezzi di trasporto (-1,9%). Nel confronto con il mese di gennaio 2017, l’indice grezzo degli ordinativi ha segnato un aumento del 9,6%. L’incremento più rilevante si è registrato nella fabbricazione di macchinari (+16,6%).

Sarà necessario un attento monitoraggio, alla prossima rilevazione dell’Istat, per comprendere se si è trattato di un calo fisiologico di assestamento conseguente all’incremento positivo del precedente mese di dicembre 2017 oppure se, invece, si tratta di un pericoloso segnale di allarme.

I dati di gennaio scorso rilevati dall’Istat sono comunque un invito a valutazioni prudenziali sulle attese future per l’economia del nostro Paese.

Salvatore Rondello

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