martedì, 22 Ottobre, 2019

Istat, boom dei matrimoni “allo sfascio”: separazioni dopo 15 anni e divorzi dopo 18

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divorzi-aumentoNel 2011 le separazioni sono state 88.797 e i divorzi 53.806, sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente (+0,7% per le separazioni e -0,7% per i divorzi). Lo rileva l’Istat, nel pubblicare il report sui matrimoni e i divorzi in Italia nel 2011, sottolineando che i tassi di separazione e di divorzio totale sono in continua crescita. Nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi.  La durata media del matrimonio al momento dell’iscrizione a ruolo del procedimento risulta pari a 15 anni per le separazioni e a 18 anni per i divorzi.  L’età media alla separazione e’ di circa 46 anni per i mariti e di 43 per le mogli; in caso di divorzio raggiunge, rispettivamente, 47 e 44 anni. Questi valori sono aumentati negli anni per effetto della posticipazione delle nozze in età più mature e per la crescita delle separazioni con almeno uno sposo ultrasessantenne.

L’84,8% SCEGLIE LA CONSENSUALE – La tipologia di procedimento scelta in prevalenza dai coniugi, spiega l’Istat, e’ quella consensuale: nel 2011 si sono concluse in questo modo l’84,8% delle separazioni e il 69,4% dei divorzi.  La quota di separazioni giudiziali (15,2% il dato medio nazionale) e’ piu’ alta nel Mezzogiorno (19,9%) e nel caso in cui entrambi i coniugi abbiano un basso livello di istruzione (21,5%).  Il 72% delle separazioni e il 62,7% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli avuti durante il matrimonio. Il 90,3% delle separazioni di coppie con figli ha previsto l’affido condiviso, modalita’ ampiamente prevalente dopo l’introduzione della Legge 54/2006.

AL SUD PIU’ ALTI GLI ASSEGNI FAMILIARI – Nel 19,1% delle separazioni e’ previsto un assegno mensile per il coniuge (nel 98% dei casi corrisposto dal marito). Tale quota e’ piu’ alta al Sud e nelle Isole (rispettivamente 24% e 22,1%), mentre nel Nord si attesta al 16%. Gli importi dell’assegno mensile sono, al contrario, mediamente piu’ elevati al Nord (562,4 euro) che nel resto del Paese (514,7 euro).  Nel 57,6% delle separazioni la casa e’ assegnata alla moglie, nel 20,9% al marito mentre nel 18,8% dei casi si prevedono due abitazioni autonome e distinte, ma diverse da quella coniugale.

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