mercoledì, 8 Aprile, 2020

Istat, con il governo del cambiamento più tasse

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L’Istat ha pubblicato oggi il bollettino trimestrale sul Conto delle Amministrazioni pubbliche (AP), e le stime relative alle famiglie e alle società. Dai dati rilevati dall’Istat esaminiamo le voci più significative. L’Istat premette che i dati relativi alle Amministrazioni Pubbliche sono commentati in forma grezza, mentre quelli relativi alle famiglie e alle società in forma destagionalizzata. L’insieme dei dati diffusi, recepisce la revisione generale dei conti pubblicata lo scorso 23 settembre e la completa con la diffusione di serie storiche trimestrali completamente riviste.

Nel secondo trimestre del 2019, l’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche in rapporto al Pil è stato pari all’1,1% (1,3% nello stesso trimestre del 2018).
Il saldo primario delle Amministrazioni Pubbliche (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil del 3,2% (+2,7% nel secondo trimestre del 2018).
Il saldo corrente delle Amministrazioni Pubbliche è risultato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil del 2,3% (+2,0% nel secondo trimestre del 2018).
Invece, la pressione fiscale è stata pari al 40,5%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, sia in termini nominali sia in termini reali. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’8,9%, in aumento di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 40,7%, è diminuita di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 21,6%, è aumentato di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Per l’Istat, l’incremento della propensione al risparmio delle famiglie si è tradotto in un’analoga crescita del potere d’acquisto.
Infatti, l’Istat ha così commentato: “Il reddito disponibile delle famiglie ha segnato, dopo il calo della seconda parte dello scorso anno, un progressivo recupero, che grazie alla dinamica quasi nulla dei prezzi al consumo, si è trasferito in crescita del potere d’acquisto, con un’accelerazione nel secondo trimestre. La risalita del reddito si è tradotta solo in parte in maggiori consumi, mentre è aumentata la propensione al risparmio”.
Insomma, qualche leggero miglioramento della situazione complessiva del Paese sembrerebbe che ci sia stato nel secondo trimestre del 2019 nonostante l’incremento della pressione fiscale. Tuttavia, bisognerà capire se è l’inizio di un percorso virtuoso o se si tratta soltanto di effimeri effetti di breve periodo.

Salvatore Rondello

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