venerdì, 21 Febbraio, 2020

Istat, disoccupazione record tra i giovani: 1 milione e mezzo in più dal 1977

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Sud-disoccupazioneUn’altra fotografia del nostro Paese giunge impietosa. Questa volta l’Istat ha rilevato che in 35 anni quasi un milione e mezzo di persone si sono ritrovate senza occupazione. In particolare dal 1977 al 2012 il numero dei senza lavoro si è raddoppiato, incrementandosi da 1.340 mila a 2.744 mila, con un tasso che dal 6.4% è passato al 10.7%. Un aumento che non è destinato ad arrestarsi, e che ha coinvolto sia la componente maschile (+ 863mila) sia quella femminile (+541mila). A diffondere il dato è stato ieri l’Istituto nazionale di statistica che ha ricostruito le serie storiche trimestrali e di media annua dal 1977 ad oggi dei principali aggregati del mercato del lavoro.

BOOM DELLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE – In particolare a esplodere è stato il fenomeno della disoccupazione giovanile: i senza lavoro tra i 15 e i 24 anni sono infatti aumentati dal 21,7% al 35,3%. Ciò significa che oggigiorno quasi quattro giovani su dieci sono alla ricerca di un lavoro, mentre 35 anni fa erano solo due su dieci. Questo dato tende a peggiorare se si volge lo sguardo al Sud, ove il tasso dei giovani alla ricerca di un impiego è del 46.9%.

GLI OCCUPATI NEI TRE SETTORI Dal lontano 1977, l’incidenza degli occupati nel settore dell’agricoltura risulta più che dimezzata passando dall’11% del 1977 al 3,9% nel 2010. Anche nel settore secondario, quello dell’industria, la quota di occupati ha registrato una consistente diminuzione, pari a quasi 10 punti percentuali, passando dal 38,4% dell’occupazione totale nel 1977 al 28,5% nel 2010. Per quanto concerne il settore terziario, quello dei servizi e delle prestazioni a famiglie e imprese, il processo di terziarizzazione ha caratterizzato l’intero periodo portando nel 2010 la quota di occupati nei servizi al 67,6% del totale  nel 1977 era del 50,6%).

NOTA POSITIVA: BOOM DI DONNE NEL MERCATO DEL LAVOROCome unica nota positiva il report dell’Istat rileva il fenomeno della rivoluzione femminile, ossia il boom di donne che si sono rivolte al mercato del lavoro. Rispetto al lontano 1977 le donne lavoratrici sono 3.3 milioni in più, assunte soprattutto come dipendenti nel settore terziario. Il numero delle donne occupate è infatti  salito da 6 milioni 150 mila a 9 milioni 458 mila, con un’incidenza sul totale degli occupati che è aumentata dal 31.55 al 41.3%.

Silvia Sequi

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