martedì, 1 Dicembre, 2020

Istat: ennesimo crollo del Pil. Il settore che salverà l’Italia dalla crisi? L’agricoltura

0

Istat-Pil-calo

Nel primo trimestre del 2013 il Prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, è diminuito dello 0,6 per cento rispetto al trimestre precedente e del 2,4 per cento nei confronti del primo trimestre del 2012. A riferirlo è l’Istituto Nazionale di Statistica secondo cui la stima preliminare aveva rilevato una diminuzione congiunturale dello 0,5 per cento e un calo tendenziale del 2,3 per cento. Tutto questo considerando che non vi sono state significative variazioni nelle giornate lavorative visto che il primo trimestre del 2013 ha avuto lo stesso numero di giorni di lavoro del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al primo trimestre del 2012. Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda sono diminuiti. Con riferimento alla domanda interna, i consumi finali nazionali e gli investimenti fissi lordi sono diminuiti, rispettivamente, dello 0,3 per cento e del 3,3 per cento.

MALE ANCHE L’IMPORT-EXPORT – Male anche le importazioni che hanno registrato una flessione dell’1,6 per cento. La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,9 punti percentuali alla variazione del Pil. In flessione dunque anche i consumi delle famiglie con un -0,3 punti e gli investimenti fissi lordi che registrano un -0,6; l’apporto della spesa della Pubblica Amministrazione è stato nullo. Il contributo della domanda estera netta è stato negativo per 0,1 punti percentuali, mentre le scorte hanno fornito un apporto positivo di 0,3 punti percentuali. Nel primo trimestre del 2013 le esportazioni sono calate, rispetto al trimestre precedente dell’1,9 per cento, segnando il peggior dato dal primo trimestre del 2009.

CONTROTENDENZA, BENE L’AGRICOLTURA – L’agricoltura nel primo trimestre 2013 è il solo settore che fa segnare un aumento del valore aggiunto in termini congiunturali +4,7 e tendenziali, +0,1, accompagnato da un incremento delle assunzioni dello 0,7 per cento, in netta controtendenza con l’andamento recessivo del Pil e degli occupati dell’industria e dei servizi. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat che evidenziano per l’Italia un calo tendenziale del Pil del 2,4 per cento. «Nonostante gli effetti negativi sulle coltivazioni provocati dal maltempo e i segnali depressivi sui consumi agroalimentari – afferma il presidente della Coldiretti, Sergio Marini – l’agricoltura è stato l’unico settore che nel 2013 ha dimostrato segni di vitalità economica e occupazione a conferma della validità del modello di sviluppo agricolo made in Italy, fondato sul valorizzazione dell’identità, della qualità e delle specificità che consentono di vincere la competizione».

PER IL CODACONS LETTA DEVE ABBANDONALE L’AUMENTO DELL’IVA – «I dati negativi sul Pil dimostrano senza più alcun dubbio come incrementare le tassazioni sui consumi sia una vera e propria follia. Per questo il Governo Letta deve abbandonare l’aumento dell’Iva previsto per luglio, sospendendo definitivamente il provvedimento e non solo rimandandolo a dicembre». È quanto ah dichiarato, a commento dei dati diffusi dall’Istat, il Presidente del Codacons Carlo Rienzi che sottolinea come «in caso contrario si verificherà una ulteriore contrazione della spesa da parte delle famiglie, con conseguenze drammatiche per il commercio e per l’economia nazionale». Rienzi rileva, infatti, che se la spesa delle famiglie nel primo trimestre 2013 è diminuita di mezzo punto percentuale rispetto al trimestre precedente e del 3,4 per cento rispetto al primo trimestre 2012, con una riduzione per i beni durevoli del 6,7 per cento, allora l’ipotesi di introdurre ulteriori tasse a carico dei cittadini diventa nefasta data, soprattutto, la pesantissima crisi dei consumi che attanaglia il Paese.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply