sabato, 27 Febbraio, 2021
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Istat: mai tanti morti in Italia come nel 1944

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Nel 2020 l’Italia ha avuto un numero di morti pari a quelli del 1944, quando il Paese era in guerra.
Lo ha detto il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, durante la trasmissione Agorà, su Rai 3: “Non è ancora finito il 2020, ma una valutazione ragionevole fa pensare che quest’anno supereremo il confine dei 700mila decessi complessivi, che è un valore preoccupante perché una cosa del genere l’ultima volta, in Italia, era successa nel 1944. Eravamo nel pieno della seconda guerra mondiale”.
Per dare idea della differenza, Blangiardo ha sottolineato come nel 2019, prima del Covid, questo dato si attestasse a 647mila morti.
Il presidente dell’Istat ha precisato: “Si tratta di una stima perché l’anno non è ancora finito”.

I dati forniti da Blangiardo si riferiscono a una stima, in quanto gli ultimi numeri certi e confermati sono quelli aggiornati a settembre. Sono cifre sulla mortalità totale, che non entrano nel dettaglio dei decessi per Covid o per altre cause. In Italia dal primo gennaio alla fine di settembre sono morte 527.888 persone, mentre in media negli anni dal 2015 al 2019 nello stesso periodo sono morte 484.435 persone. Un aumento di 43mila decessi in dieci mesi, corrispondenti all’8,9% in più nell’anno del Coronavirus.
I dati forniti dall’Istat mostrano le tendenze di tutti i mesi del 2020. Nel primo bimestre si registra una decrescita della mortalità: il 7% in meno rispetto alla media dei cinque anni precedenti. Da marzo c’è però un’evidente inversione di tendenza, soprattutto in alcune Regioni come la Lombardia. Da marzo a maggio in Italia il tasso di mortalità cresce del 31%. A giugno e luglio, invece, torna su livelli inferiori alla media dal 2015 al 2019: -1,2%. Nel periodo agosto-settembre, corrispondente all’inizio della seconda ondata di Coronavirus, i decessi sono tornati a essere sopra la media (+3,7%), peraltro non solo in alcune Regioni ma su tutto il territorio nazionale, tanto che l’incremento più elevato si registra soprattutto al Centro-Sud e in Regioni come Sardegna, Puglia, Toscana, Umbria, Sicilia e Calabria. Da gennaio a settembre, per tutti i mesi disponibili del 2020, il totale della variazione dei decessi è del +9%.

Ad onor del vero e per maggiore chiarezza, il presidente dell’Istat avrebbe fatto bene a ricordare che nel 1944 la popolazione in Italia non raggiungeva i 45 milioni di abitanti e che il tasso di mortalità era intorno al 16%. Inoltre, nell’ultimo decennio, il tasso di mortalità in Italia si è stabilizzato attorno al 10% con una popolazione di quasi sessanta milioni di residenti. Nel 2020 l’incidenza della mortalità per Covid si aggirerebbe attorno all’1%. Pertanto il tasso di mortalità nel 2020 dovrebbe trovarsi tra l’11 ed il 12% della popolazione, raggiungendo in valore assoluto il numero dei morti del 1944.
Oltre ai valori assoluti, in statistica è importante conoscere anche il valore relativo in termini percentuali. In particolare, quando si parla di mortalità è significativo il rapporto tra i vivi e i morti dello stesso periodo.

 

Salvatore Rondello

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