mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Continuo e costante l’aumento della pressione fiscale

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Istat-aumento-tasseContenuto, ma pur sempre un aumento, quello della pressione fiscale in Italia nel 2014 – +0.1% rispetto al 2013 – che nell’ultimo trimestre ha toccato lo 0.3%. Potere d’acquisto delle famiglie rimasto invariato quota di profitti delle imprese non finanziarie ai minimi da 20 anni. Questi dati diffusi oggi dall’Istituto nazionale di statistica. Nel frattempo è record del peso delle tasse sulla casa. Il Codacons: “La pressione aumenta, ma la qualità e la quantità dei servizi peggiorano sempre più”.

ISTAT: SALE LA PRESSIONE FISCALE – Secondo i dati forniti dall’Istituto di statistica nel IV trimestre 2014 la pressione fiscale è salita al 50,3%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2013 (50,2%), mentre nell’intero 2014 è risultata confermata al 43,5%, in aumento anche di 0,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente, quando si era attestata al 43,4%. Sul fronte delle tasse sul mattone, il peso ha superato la quota record di 50 miliardi di euro, di cui 38 a carico delle famiglie. Il totale delle imposte gravanti – a vario titolo – sugli immobili in Italia è cresciuto in questi ultimi quattro anni in modo rapido, passando dai 38 miliardi del 2011 agli oltre 50 del 2014. Sulle sole famiglie, il rincaro complessivo è stato nel periodo di 7,2 miliardi, con una crescente incidenza delle imposte di tipo patrimoniale.

CODACONS: PRESSIONE AUMENTA, MA SERVIZI PEGGIORANO – Tornando sui dati Istat diffusi oggi, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi ha rilevato che “l’Italia è paese europeo dove le tasse crescono più velocemente a fronte di servizi in costante diminuzione”. Secondo Rienzi “si versano più tasse per coprire deficit e sprechi della Pubblica Amministrazione, ma in cambio si ricevono meno servizi e di qualità peggiore – prosegue il numero uno dell’associazione dei consumatori – La pressione fiscale abnorme esistente in Italia rappresenta una zavorra per il paese, che peggiora le condizioni economiche di famiglie e imprese e rallenta l’uscita dalla crisi”. Secondo Rienzi “la priorità del Governo e della classe politica deve essere un taglio drastico alle tasse, partendo dalla lotta serrata agli sprechi della Pubblica Amministrazione”.

CONFASSOCIAZIONI: PRESSIONE NON PERMETTE RIPRESA ECONOMICA – Sulla pubblicazione dei dati Istat è intervenuto anche Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni: “Le rilevazioni dell’Istat non fanno altro che confermare l’aumento continuo e costante della pressione fiscale sulle spalle degli italiani. Nel IV trimestre 2014 più della meta dei nostri redditi, il 50,3%, finirà in tasse. Un peso insostenibile per le famiglie che combattono giornalmente per riuscire ad arrivare a fine mese”. Per Deiana sino a quando “il governo non lavorerà per abbassare la pressione fiscale qualsiasi ottimistica ipotesi di ripresa economica si limiterà essere effimera o congiunturale”.

Siria Garneri

 

 

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