martedì, 20 Ottobre, 2020

Istat. Veronese: “Scenario è tutt’altro che ottimistico”

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Il tasso di disoccupazione ad agosto scende al 9,7% (-0,1 punti rispetto a luglio). Lo comunica l’Istat, indicando che la diminuzione delle persone in cerca di lavoro su luglio è pari a 23mila unità e che riguarda le donne e gli ultra 25enni. Continua invece a crescere il tasso di disoccupazione giovanile: ad agosto per la fascia di età 15-24 anni sale infatti al 32,1% (+0,3 punti rispetto a luglio). L’Istituto di statistica segnala anche il calo del tasso di inattivi, scesi al 35,5% (-0,1% rispetto a luglio). Va avanti, secondo gli ultimi dati, “la crescita degli occupati già osservata a luglio, soprattutto tra gli uomini e i lavoratori autonomi”, con l’occupazione cresciuta su base mensile dello 0,4% (+83mila unità). Su base annua si segnala però una diminuzione dell’1,8% degli occupati, pari a 425mila unità in meno. La flessione non riguarda i lavoratori permanenti, cresciuti invece dello 0,9% (+135mila), ma solo i dipendenti a termine (-14%, cioè 425mila) e gli indipendenti (-2,5%, cioè -135mila).

 

Il numero degli occupati non torna però ai livelli pre-Covid: rispetto a febbraio ci sono infatti 350mila persone in meno al lavoro: resta più elevato sia il numero di chi è alla ricerca di un’occupazione (70mila in più), sia quello degli inattivi (250mila in più).

I numeri risultano peggiori anche su base trimestrale: nel trimestre giugno-agosto il livello di occupazione è inferiore dello 0,2% rispetto a quello di marzo-maggio, per un totale di 56mila persone in meno. Mentre crescono le persone in cerca di occupazione (+20,6%, cioè 417mila in più) e scendono gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,7%, pari a 386mila unità). Nel complesso il tasso di occupazione è pari al 58,1% (+0,2% su base mensile).

 

“I dati Istat di oggi – afferma in una nota Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL – ci riportano un lieve miglioramento dell’occupazione rispetto ad agosto (+0,4%), ma allargando lo sguardo lo scenario è tutt’altro che ottimistico. In un semestre il nostro mercato del lavoro ha lasciato a casa 360 mila lavoratrici e lavoratori, portando il tasso di occupazione di agosto al 58,1%, in flessione di 0,9 punti percentuali rispetto a febbraio.
L’ennesima conferma di un’emorragia occupazionale, seppur mitigata grazie all’uso massiccio degli ammortizzatori sociali e al blocco dei licenziamenti. Pesanti le ricadute soprattutto per la componente femminile, il cui tasso di occupazione continua a presentare un gap sfortunatamente molto ampio rispetto alla componente maschile (18,4 punti di differenza), e per i giovani: 32 su 100 alla ricerca di un lavoro, con un tasso di disoccupazione che continua a salire rispetto a luglio”.

 

“E’ chiaramente per noi prioritario – continua Veronese – che nell’agenda del Governo venga data priorità al tema del lavoro, cercando, in primis, di restituire un posto di lavoro a chi lo ha perso. Ma dare priorità al lavoro significa anche investire nella crescita dell’occupazione puntando alla qualità della stessa sia da un punto di vista contrattuale che formativo; significa un maggior investimento in politiche inclusive per le donne ed i giovani; significa investire nello sviluppo anche occupazionale del Mezzogiorno e, non ultimo, significa contrastare – conclude – quei fenomeni distorsivi del nostro mercato del lavoro che si presentano sotto forma di precariato e lavoro nero”.

 

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