giovedì, 13 Agosto, 2020

Istruzione. Italia ultima per numero di laureati

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Laureati-pochiNon solo disoccupati, i giovani italiani laureati sono sempre meno. Oggi è stato presentato il “Rapporto Italia 2015” dell’Eurispes, dal quale è emerso In Italia arriva alla laurea appena il 22,4% dei cittadini della fascia di età tra i 30 e i 34 anni, contro una media dell’Unione Europea del 36,5%, non solo ma siamo il fanalino di coda dell’Europa. Inoltre con una differenza abissale tra uomini e donne che riescono a conseguire il titolo universitario o post-universitario (17,7% contro 27,2%). Non è quindi solo il Bel Paese a non credere nei laureati e a lasciarli espatriare, anche i giovani non ci credono più, infatti si iscrivono sempre di meno all’Università e alcuni non conseguono il titolo accademico, già nel 2012/13 gli iscritti ad un corso universitario sono stati 1.709.407, il 2,4% in meno rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo, in 297.0000 si sono laureati, 1.400 in meno (-0,5%) rispetto all’anno precedente.
“La verità – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – è che oggi in Italia non si investe adeguatamente per l’Università. E nemmeno si fa un orientamento adeguato: l’ultima legge, in merito, introdotta dall’ex ministro Maria Chiara Carrozza, è fallita clamorosamente. A rendere ancora più complicata la situazione è stato anche l’inasprimento delle tasse d’iscrizione, richieste dagli atenei agli studenti fuori corso, aumentate di cifre che vanno dal 25% al 100%”.

“Il problema – continua Pacifico – non è poi limitato alla fascia di età 30-34 anni. Ma va esteso a tutti gli italiani adulti: se si considerano tutti i cittadini che rientrano tra i 25 e i 64 anni, solo il 15% ha un livello di istruzione universitario. Meno della metà della media Ocse, dove i laureati in questo spazio anagrafico sono il 32%. E il futuro non promette nulla di buona, perchè nel frattempo, la percentuale di studenti quindicenni che spera di conseguire la laurea è scesa dal 51,1% del 2003 al 40,9% del 2009: assieme ai titoli di studio, ci stanno togliendo anche la speranza”.

Liberato Ricciardi

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