lunedì, 17 Giugno, 2019

DALLA CINA CON FURORE

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Xi atterrerà a Fiumicino stasera alle 19, con lui ci sarà anche la moglie, Peng Liyuan. Il lungo corteo presidenziale raggiungerà il centro passando lungo la Colombo. Il giorno successivo si svolgeranno gli appuntamenti istituzionali, abbinati a una visita speciale, nel pomeriggio, al Colosseo. Il monumento, per l’occasione, sarà chiuso agli altri visitatori e la soprintendente, Alfonsina Russo, si occuperà personalmente di accompagnare Xi e consorte in un tour esclusivo.

La giornata di venerdì, dunque, sarà piena di appuntamenti: prima al Quirinale dal Presidente Sergio Mattarella, poi un blitz all’Altare della Patria. Xi sarà alle 16,30 a Palazzo Madama, subito dopo, a Montecitorio per incontrare i presidenti delle due Camere. Il Capo di Stato della Cina avrà anche il tempo per un passaggio al Business Forum a Palazzo Barberini.
Il momento conclusivo del viaggio sarà sabato mattina, quando, a Villa Madama, Xi incontrerà il premier Giuseppe Conte per firmare il Memorandum che segnerà l’ingresso dell’Italia nella Nuova Via della Seta.
Xi Jinping ripartirà da Fiumicino alle 14 alla volta di Palermo, ma i disagi per i romani non finiranno. Alle stessa ora partirà da piazza della Repubblica la Marcia per il Clima dei comitati ambientalisti.
Il viceministro degli Esteri cinese, Wang Chao, alla vigilia della partenza del Presidente Xi Jinping per l’Italia, facendo riferimento al dibattito in Italia sull’adesione del progetto di Pechino, ha detto: “Nel processo di sviluppo della nuova Via della Seta, è inevitabile si possano incontrare alcune incomprensioni e anche dubbi. Ma i fatti parleranno sempre più forte delle parole. Un accordo tra Cina e Italia sarebbe di beneficio per lo sviluppo economico di entrambi e se questo aiuterà a promuovere il commercio dell’Italia, io penso assolutamente di sì”.

Il presidente Sergio Mattarella, intervistato al Quirinale da alcuni giornalisti cinesi, ha detto: “Auspichiamo che con la visita del presidente Xi Ping possano scaturire intese, idee, progetti, nei quali il partenariato italo-cinese possa ulteriormente svilupparsi, anche a più generale beneficio della collaborazione tra Europa ed Asia, che necessita di un volume, sempre maggiore, di investimenti sostenibili in infrastrutture, per assicurare un futuro di benessere e di pace per le tutte le popolazioni dei due continenti. Il partenariato tra Italia e Cina è costruito su fondamenta solide, ispirate da naturali convergenze tra due antichissime civiltà. Questo legame si arricchisce costantemente di nuovi ambiti di cooperazione; e si tratta di un dato di sicuro rilievo”.

Il Presidente Sergio Mattarella, alla vigilia della firma del Memorandum di intesa tra Italia e Cina, nella lunga intervista rilasciata in occasione della Visita di Stato in Italia del Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, ai giornalisti del Quotidiano del Popolo, CCTV, Radio Cina Internazionale, Quotidiano Guangming, Agenzia di Stampa Nuova Cina, ha assicurato: “Le relazioni economiche e commerciali hanno un ruolo fondamentale nel quadro delle relazioni bilaterali tra Italia e Cina. Il consistente, e crescente, interscambio, le relazioni tra le nostre imprese, gli investimenti reciproci sono conferma della fiducia sulla quale poggiano i nostri rapporti. L’Italia vede, da tempo, nella Cina non solo un proprio partner economico di primissimo piano, ma anche un motore dell’economia e del commercio mondiale. L’intensificazione dei nostri rapporti economici deve passare attraverso la creazione di un contesto quanto più aperto e trasparente possibile; in cui i soggetti economici dei due Paesi possano agire in maniera equivalente, reciprocamente libera ed equilibrata, con la rimozione di barriere, che ancora si frappongono ai flussi commerciali. In questo senso, l’Italia è impegnata, assieme ai suoi partner europei e internazionali, a dialogare con la Cina, per permettere alle imprese delle due parti di operare in maniera equa; e di favorire l’accesso ai rispettivi mercati, tutelando in particolare la sicurezza degli investimenti e la proprietà intellettuale, nonché i principi e standard, irrinunciabili, relativi alla sostenibilità degli interventi sotto il profilo sociale, economica e ambientale. La partecipazione italiana alla creazione della cosiddetta ‘Nuova Via della Seta e della conoscenza’ assume significato, e importanza, anche sul piano culturale e su quello delle relazioni tra persone, lungo cui viaggiano progetti culturali, idee, scambi di conoscenze, nuove opportunità, scientifiche, tecnologiche e della contemporaneità. L’intensificazione dei nostri rapporti economici deve passare attraverso la creazione di un contesto quanto più aperto e trasparente possibile; in cui i soggetti economici dei due Paesi possano agire in maniera equivalente, reciprocamente libera ed equilibrata, con la rimozione di barriere, che ancora si frappongono ai flussi commerciali. La pace non è tale senza sviluppo, senza giustizia sociale, senza tutela dell’ambiente. Per questo siamo impegnati, insieme, a promuovere l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, e a lottare contro i cambiamenti climatici: una sfida in cui alla Cina tocca un ruolo decisivo, crescente, e l’Italia è pronta a dare il suo contributo.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha dichiarato: “La nostra politica estera è molto chiara, la collocazione euro-atlantica non si discute, però non vedo perché non dobbiamo partecipare a queste opportunità che ci vengono offerte. Andiamo a firmare un accordo, non è internazionale né vincolante, è un’intesa programmatica che ci consente di operare in trasparenza. In questo momento altri Paesi Ue hanno una cooperazione molto più avanzata rispetto alla nostra e non hanno sottoscritto un Memorandum. Daremo a Xi Jinping il rispetto che merita un partner importante e siamo serenissimi di partecipare in questo modo”.
Sulle frizioni con gli Stati Uniti, Conte ha anticipato una trasferta che dovrebbe aiutare a rasserenare i mercati internazionali, ha affermato: “Non posso escludere che il presidente cinese dopo la visita in Italia attraversi l’Atlantico. Potrebbe dunque esserci un incontro tra Trump e Xi e, se il negoziato andrà bene, potrà mettere fine alla guerra dei dazi”.

Atteso a Roma oggi per una visita dove sarà centrale il suo progetto della Nuova via della seta, il presidente cinese Xi Jinping è uno dei leader più potenti della Cina contemporanea, ad un livello che fu solo del fondatore del regime comunista Mao Xedong. A suggellare il consolidamento della sua leadership è stata l’abolizione del limite massimo di due mandati presidenziali, approvata un anno fa, che permetterà al leader 65enne di rimanere al potere per lunghi anni, forse anche a vita.

Già al congresso del partito comunista dell’ottobre 2017, quando Xi è stato riconfermato presidente per un secondo mandato di cinque anni, era stata notata la mancanza di promozioni di giovani leader che avrebbero potuto succedergli. Un altro segnale importante, sempre in ottobre, era stato l’inserimento dei ‘pensieri’ politici di Xi nella costituzione cinese. Un simile onore era stato riservato soltanto a Mao.
Abile e pragmatico, Xi vuole fare della Cina una superpotenza globale combinando il vecchio e il nuovo. E’ deciso a mantenere lo stretto controllo del partito comunista sull’intera società cinese, come sanno bene i dissidenti messi a tacere e gli esponenti della minoranza islamica degli uiguri inviati nei campi di rieducazione. Ma allo stesso tempo si presenta come alfiere del libero commercio internazionale e della crescita economica, anche attraverso il suo progetto della Belt and Road Initiative che si riallaccia idealmente all’antica Via della Seta costruita da Marco Polo.
Ha rispolverato il nazionalismo e i valori tradizionali, portando avanti il rafforzamento delle forze armate e una aggressiva politica di espansione nelle isole contese del mar meridionale della Cina. Non ha esitato a servirsi della sua popolare campagna anticorruzione per consolidare il suo potere, eliminando avversari e personaggi scomodi. A differenza di Mao, Xi non indulge negli eccessi del culto della personalità, ma il suo nome è citato in continuazione sui media cinesi.
Da quando è diventato segretario generale del partito comunista e presidente della Cina, Xi ha continuato ad accumulare cariche che gli hanno dato un potere estremamente esteso. Guida infatti anche la Commissione militare centrale e il Gruppo di controllo centrale per gli affari esteri ed è Comandante Supremo del centro di comando congiunto dell’esercito. Nell’ottobre 2016 è stato nominato leader ‘centrale’, un titolo che gli ha dato un’autorità indiscussa sul partito.
Il nuovo ‘imperatore’ della Cina, appartiene alla schiera di quelli che in Cina vengono definiti i principini rossi, i figli dell’elite rivoluzionaria. Suo padre Xi Zhongxun è stato un guerrigliero comunista negli anni trenta e poi vice premier alla fine degli anni ottanta, fra gli artefici della zona economica speciale di Shenzhen.
Nato a Pechino nel 1953, il giovane Xi è stato esiliato in campagna fra il 1969 e il 1975, lavorando come contadino nello Shanxi, dopo che suo padre era caduto in disgrazia negli anni della Rivoluzione culturale. Ma poi Xi si è fatto strada nel partito comunista, arrivando a diventare segretario della provincia costiera di Zhejiang, dove ha costituito una solida rete di potere.
Nel 2007 è entrato a far parte del Comitato permanente del Politburo, trampolino di lancio che lo ha portato a diventare vice presidente della Repubblica popolare cinese dal 2008 e della Commissione militare centrale dal 2010. Nel novembre 2012 è diventato segretario generale del partito comunista e nel marzo 2013 presidente della Cina. Nella vita privata, nel 1987 Xi ha sposato in seconde nozze la cantante Peng Liyuan. La coppia ha una figlia, Xi Mingze.
Il suo arrivo a Roma nel primo giorno di primavera, speriamo che possa essere di buon auspicio per iniziare nel mondo una nuova e lunga primavera per l’umanità.

Salvatore Rondello

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