lunedì, 18 Marzo, 2019

L’Italia domina la Francia vince, impotenza azzurra

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Perdere è sempre frustrante, quando poi la vittoria è vitale ed è chiaro non sei peggiore del tuo avversario può diventare drammatico. La mestizia della conferenza stampa post partita lo dimostra in tutta la sua vastità. Nelle dichiarazioni conclusive del Sei Nazioni numero venti, Conor O’Shea con un filo di voce, e perpetuo “pendolio” del capo in senso negativo,” prova a decifrare l’incomprensibile ma ha una sola certezza l’essere “destroyed”, mentre Sergio Parisse, il gladiatore di 138 partita e oggi “man of the match”, per delusione, rabbia, turbamento o chi sa per qualche altro intimo sentimento nella sua ultima partita all’Olimpico, arriva alle lacrime. Sono tangibilmente increduli, frastornati, come chiunque abbia seguito la partita numero 100 del Torneo, per questa assurda sconfitta, probabilmente la più aspra delle 22 infilate di seguito nel 6 Nazioni.

Un 14 a 25 contro una Francia alla portata dell’Italia, lontana anni luce da quella “champagne” che ci aspettiamo. Una formazione, quella di Brunel, esattamente come ci si aspetta, fortissima nelle individualità ma scollata come squadra. Ed è proprio questo, come da copione, che gli Azzurri hanno attaccato e sottomesso sebbene esibendo, ancora una volta, non sempre chiarezza d’intenti e le prove di una incapacità conclamata di inconcludente freddezza. E’ chiaro come i passi in avanti ci sono se la crescita la si misura in senso atletico, di tenuta fisica. Ma questo è riduttivo perché ciò che fa dell’Italia una “vittima di se stessa” sono la presenza costante di errori ingenui ma fatali, sempliciotte sviste e malintesi inconcepibili, di mancanza di un brogliaccio di gioco da eseguire e irreversibile cinica lucidità nelle fasi “stringenti”. Una impotenza azzurra che, a questi livelli, è un limite incommensurabile facendone una squadra perdente. Una impotenza non casuale, figlia di una mediocrità del pensiero e volontà “politica” che troppo spesso ha optato all’ottenere il massimo con il minimo sforzo e, magari, raggiungendolo con le solite scorciatoie italiche. C’è sempre una regola nelle cose e oggi si raccoglie quanto seminato in passato. Non si può costruire il tetto senza avere la casa che lo sostenga. O in Italia si mette mano, assennatamente, alla “struttura” rugby con una profonda ristrutturazione del sistema che deve partire, senza meno, dalle fondamenta o possiamo verosimilmente pensare di non avere un futuro di dignità. Se “Il rugby è una partita a scacchi giocata in velocità su un prato”, come qualcuno ha detto, quello italiano per ora è fatto di soli pedoni … ma finché rimbalzano palloni ovali una speranza ci può essere.

TABELLINO E FORMAZIONI – Italia-Francia 14-25 (6-10)

15 Jayden HAYWARD, 14 Edoardo PADOVANI, 13 Marco ZANON, 12 Luca MORISI,11 Angelo ESPOSITO (28′ st SPERANDIO), 10 Tommaso ALLAN, 9 Tito TEBALDI, 8 Sergio PARISSE (C), 7 Jake POLLEDRI, 6 Abraham Jurgens STEYN (23′ st NEGRI), 5 Federico RUZZA, 4 David SISI (19′ st ZANNI), 3 Tiziano PASQUALI (5′ st FERRARI), 2 Leonardo GHIRALDINI (17′ st BIGI), 1Andrea LOVOTTI (28′ st TRAORE’). HC Conor O’SHEA
A disposizione: 21Guglielmo PALAZZANI, 22 Ian MCKINLEY,

15 MEDARD, 14 PENAUD, 13 BASTAREAUD, 12 FOFANA, 11 HUGET (29′ st RAMOS), 10 NTAMACK (39′ st LOPEZ), 9 DUPONT (16′ st SERIN), 8 PICAMOLES, 7 CAMARA (34′ st ALDEGHIERI), 6 ALLDRITT (17’st ITURRIA), 5 WILLEMSE (20′ st GABRILLAGUES), 4 LAMBEY, 3 BAMBA, 2 GUIRADO (18′ pt CHAT), FALGOUX (24′ st PRISO). HC BRUNEL
Marcatori: 6′, 12′ pt cp Allan, 16′ meta Dupont tr. Ntamack, 20′ cp Ntamack; 2′ st cp Allan, 6′ meta Huget tr. Ntamack, 16′ meta Tebaldi, 23′ drop Ntamack, 38′ meta Penaud.

Arbitro: Carley (Ing)Note: 31′ st cartellino giallo Chat; man of the match: Parisse.

 

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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