martedì, 2 Marzo, 2021
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Italia promossa. Via libera alle correzioni sul Def

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Commissione EuropeaArriva dalla Ue il via libera alla legge di stabilità per Italia, Francia, Austria, Slovenia e Malta, cioè i cinque stati considerati a rischio di “seria violazione” delle regole e ai quali la Commissione ha inviato la settimana scorsa lettere di avvertimento. E’ quanto fa sapere la Commissione Ue. Bruxelles si riserva il giudizio più approfondito a novembre, quando valuterà anche eventuali “mancanze o rischi”.

Nel frattempo è in corso la riunione del Consiglio dei ministri per approvare una nuova nota di variazione del Def in cui saranno recepite le modifiche alla legge di stabilità. A presentare i nuovi numeri già resi noti con la lettera inviata dal governo al commissario Ue Katainen, sarà lo stesso ministro Padoan che riferirà per conto del Governo questa sera alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Dopo il via liber del Consiglio dei Ministri il Def tornerà all’esame delle Camere e sarà nell’Aula del Senato giovedì.

Nei giorni scorsi il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan  aveva affermato che il governo “è impegnato ad adottare misure aggiuntive per rafforzare lo sforzo fiscale già delineato nella bozza del piano di bilancio” e centrare l’obiettivo di un aggiustamento strutturale dello 0,3% del Pil nel 2015 contro lo 0,1% previsto nella manovra 2015. Padoan ha messo nero su bianco le proposte per recuperare 4,53 miliardi per poter incassare subito un’apertura da Bruxelles. Apertura arrivata a breve visti i commenti arrivati da Bruxelles che ha accolto “con favore la collaborazione costruttiva dell’Italia”, ha fatto sapere il portavoce di Katainen, ricordando che la “consultazione è ancora in corso” e che “mercoledì saranno pubblicate le analisi solo di quei Paesi con serie deviazioni” dalle regole. Le misure annunciate nella lettera inviata a Bruxelles e pubblicata sul sito del Mef sono tre e valgono complessivamente 4,53 miliardi. Quindi a questo punto la finanziaria sfiora i 40 miliardi di euro avvicinandosi al record storico del Governo Amato di circa 90mila miliardi di lire.

La prima vittima della lettera Ue è l’alleggerimento fiscale. Infatti la prima misura prevista dal Governo è lo spostamento di 3,3 miliardi per ridurre il deficit dal Fondo originariamente previsto per  l’alleggerimento del carico fiscale. La seconda misura è la riduzione di 500 milioni della quota di fondi nazionali stanziati per il cofinanziamento dei Fondi di coesione europei ed esclusi dai tetti del patto di stabilità interno applicato alle Regioni. La terza, che vale 730 milioni, è l’estensione del meccanismo di reverse-charge (elimina la detrazione dell’Iva sugli acquisti) al settore retail, supportata da una clausola di salvaguardia sulle accise. L’intervento, ha spiegato il Mef, punta a combattere l’evasione e necessita del via libera della Ue.

Padoan ha sottolineato però come è suo dovere ricordare che l’economia italiana sta attraversando una delle più lunghe e severe crisi della sua storia. “Il Pil – ha scritto – è sceso di oltre il 9% dal 2008. L’economia è al suo terzo anno di recessione e davanti a un serio rischio di deflazione – o di un prolungato periodo di inflazione molto bassa – e di stagnazione. Va evitato con ogni mezzo, ha affermato  il ministro dell’Economia, un quarto anno di recessione perché renderebbe estremamente problematica l’uscita del Paese da una tale situazione economica. Inoltre questo renderebbe più difficile da mantenere la sostenibilità del debito pubblico”.
L’annuncio di una revisione della manovra ha prodotto un effetto immediato. Le opposizioni infatti hanno espresso l’intenzione di chiedere al governo il ritorno in Aula del Def .  “Con la risposta di questa mattina – ha affermato il capogruppo di Sel a Montecitorio Arturo Scotto – il governo annuncia nuove misure per raggiungere gli obiettivi di bilancio di medio termine cambiando, però, i saldi della legge di Stabilità”. Mentre Brunetta per Forza Italia ha scritto alla Boldrini chiedendo “un reset prima di dare un giudizio sulla manovra” e un nuovo passaggio in Cdm.

Il ministro delle Finanze francese Michel Sapin ha promesso a Bruxelles “ulteriori misure” per ridurre il deficit di altri 3,6 miliardi di euro rispetto al previsto. In una lettera inviata nei giorni scorsi a Parigi, Bruxelles aveva espresso pesanti critiche rispetto al progetto di bilancio 2015 della Francia, che prevede un rapporto tra deficit e Pil al 4,3% nel 2015, ben al di sopra del 3% promesso in un primo tempo. Oggi, Sapin ha annunciato di aver presentato “precisazioni” e “nuove misure” che consentiranno di ridurre il deficit pubblico di ulteriori 3,6 miliardi di euro. Una decisione dovuta a “buone notizie”, in particolare, la riduzione dei tassi di interesse (che alleggerisce il costo del debito), ma anche i risultati in materia di lotta anti-frode e sull’ottimizzazione fiscale. Quanto al deficit strutturale, dovrebbe diminuire di oltre 0,5 punti del Pil tra il 2014 e il 2015, ha precisato Sapin. Nella missiva inviata a Bruxelles, Sapin afferma inoltre che la Francia manterrà “due pilastri” della sua politica economica: il patto di responsabilità e solidarietà, che prevede, in particolare, sgravi fiscali alle imprese in cambio di posti di lavoro, e il taglio di 21 miliardi di euro per il 2015.

Nel frattempo si è svolto a Palazzo Chigi il primo incontro tra sindacati e governo. Ma i ministri presenti (Renzi non era presente) “non erano nelle condizioni di rispondere, non avevano il mandato”, ha detto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. E la leader della Cgil, Susanna Camusso, ha aggiunto: “Il Governo non intende non dico condividere con le parti sociali ma neanche provare a misurarsi. Questo non ci pare un governo innovatore”, ha detto la leader Susanna Camusso, sottolineando così la mancanza “anche di risposte basilari” al tavolo sulla Legge di Stabilità. E’ sembrato, ha detto, che “gli incontri siano solo dei luoghi dove le parti dicono solo quello che pensano”, senza reale confronto: “Questo non ci pare né una disponibilità all’ascolto né una volontà di misurarsi sui temi che sono stati posti”.

Ginevra Matiz

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