domenica, 5 Luglio, 2020

Italia-Russia. Dopo oltre un lustro, incontro esteri-difesa

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A Roma, oggi un incontro italo-russo cordiale, ma diretto, a tratti anche franco.
In specie sulla questione della missione internazionale in Libia sull’embargo delle armi che, per Mosca, dovrebbe essere meglio chiarita e che deve essere comunque concordata con il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

A sei anni di distanza dall’ultima riunione, in effetti, con il format Due+Due tra i ministri degli Esteri e della Difesa di Italia e Russia, si tende, con una impostazione più coerente del recente passato – almeno così è apparso nelle dichiarazioni di Villa Madama – a consolidare e intensificare il dialogo con Mosca, nonostante le divergenze non trascurabili tra italiani (ed euro occidentali) e Mosca su alcuni dossier.

Alla Farnesina, il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e della Difesa, Lorenzo Guerini, insieme al Ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, e al titolare della Difesa di Mosca, Sergey Shoygu hanno trattato con accenti diversi i temi in agenda più urgenti e allarmanti per le due parti, a partire dalla incancrenita vicenda libica e la crisi siriana (da parte russa è stato ricordato che oggi il governo dell’alleato Assad controlla il 90% del territorio rispetto al 18% di cinque anni fa) fino alla dolente questione u craina (evidenziata qui la prospettiva positiva avviata dal nuovo presidente kieviano con Mosca e verso il pieno rispetto del processo di Minsk), impegnandosi però a creare un clima di sempre maggior fiducia.

Infatti, oltre alla lotta al terrorismo ed alla pirateria marittima è stata annunciata la significativa ripresa di una regolare cooperazione in campo militare tra Italia e Russia , da tempo sospesa . Numerosi sono i teatri operativi con missioni cui partecipano soldati dei due paesi e l’intescambio tra i rispettivi ministeri rappresenta un segnale in più. Inoltre, si andranno intensificando le relazioni bilaterali in chiave commerciale e culturale, con ripetute visite dei ministri e incontri a fiere e delle Commissioni ad hoc. E qui, il titolare della Farnesina, rivendicando le nuove competenze del suo ministero, ha sottolineato una “nuova diplomazia economica” da parte del Belpaese, che farà progredire e sviluppare i tradizionalmente buoni rapporti con il Cremlino, coinvolgendo ancor più e meglio imprese grandi e soprattutto PMI al di là degli Urali.

Nel quadro delle relazioni Est-Ovest è stato ribadito da parte di Lavrov il profondo dissenso dalla politica di Washington sulla sicurezza internazionale: il timore sulla presenza militare occidentale lungo i confini russi e l’allargamento della Nato a Est continua a preoccupare particolarmente Mosca, così come l’uscita degli Stati Uniti dal Trattato INF e sulla vicenda dei test nucleari. La Russia si attende risposte, interrogandosi su cosa accadrà, tra due mesi, alla Conferenza sulla non proliferazione nucleare.

Anzi, Lavrov e il capo della Difesa moscovita, Shoygu, hanno affermato con nettezza: “Mosca si attiene al rispetto degli accordi: non procederemo all’installazione di nuovi sistemi d’arma finché gli USA non schiereranno i loro missili”.

Roma, da parte sua, con Guerini e Di Maio, ha rassicurato sugli sforzi italiani in direzione della sempre maggiore mutua fiducia reciproca e il non prescindibile ruolo della Federazione russa sulla scena mondiale. Pur riaffermando la piena solidarietà euro atlantica (e dell’Unione europea), i rappresentanti del governo italiano hanno, ovviamente ed intenzionalmente, lasciato in penombra e sullo sfondo le dure – e oramai periodiche – polemiche interalleate su talune scelte operate Oltreoceano.

 

Roberto Pagano

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