lunedì, 14 Ottobre, 2019

Intervista a Enzo Maraio: Italia Viva e anche il Psi

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Il segretario del Psi Vincenzo Maraio, come tutti noi, è reduce dalla tre giorni di Fano, che ha confermato la volontà dei socialisti di provare un rilancio attraverso sia il restyling del simbolo sia la definizione di un nuovo programma di obiettivi concreti. Nella sintesi finale, che poi pubblicheremo sull’Avanti!, Maraio mi ha perfino obiettato di averne ricavato troppi: addirittura cinquanta. Ma è più facile da cinquanta passare a dieci che da dieci a cinquanta, tante sono state le idee che i socialisti hanno saputo elaborare negli approfonditi confronti tematici svoltisi nella cittadina marchigiana, guidata da un sindaco socialista, Massimo Seri. Appuntamento che si ripeterà a cadenza annuale.

Caro Vincenzo, e adesso? Come valuti il nuovo accordo col gruppo renziano al Senato. Vero che il gruppo si chiamerà Psi-Italia viva?
Certo. E’ stato depositato questo nome. Lo valuto positivamente come accordo parlamentare. Peraltro previsto dal regolamento.

Ritieni che possa poi tramutarsi in accordo politico e in che modo?

Per ora è solo un accordo parlamentare e, ci tengo a sottolinearlo, non inficia per nulla la nostra autonomia come partito. Il nostro percorso iniziato a Fano, se cosi non fosse, sarebbe stata solo un’inutile esercitazione. Siamo intenzionati, dopo il referendum, a tornare al simbolo del garofano come segnalato dai tanti militanti che si sono espressi. Poi da cosa può nascere cosa. Vedremo lo sviluppo di questo rapporto con Italia viva. E ne discuteremo insieme.

Certo la mossa di Renzi è una botta tremenda al Pd. Che ne pensi?
Che il Pd mostri tutta la sua inadeguatezza frutto delle sue contraddizioni politiche e storiche mi pare evidente e la scelta di Renzi ha il merito di averle messe a nudo. Lo definimmo nel 2007 un compromesso storico bonsai. Un incontro tra due storie che non stanno insieme.

Dunque il giudizio sullo strappo di Renzi è positivo?
Ha il limite che nel tuo libro sottolinei e cioè quello di un’ulteriore divisione della sinistra italiana condannata a frazionarsi sempre, ma ha il pregio di offrire una possibilità nuova sia a coloro che non si sono finora riconosciuti nel perimetro del centro-sinistra sia a coloro che, nel centro-sinistra, non si riconoscono nel Pd.

Cosa cambia nel rapporto col governo?
Il Psi ha scelto di appoggiare questo governo per porre un argine alla destra, ma di questo governo non fa parte e dunque si sente libero di valutarlo provvedimento su provvedimento. Dobbiamo anche prendere atto che Renzi è stato il primo ideatore di questa soluzione governativa e che non intende metterla in discussione.

Ai nostri militanti che sui social chiedono se il Psi resta vivo cosa rispondi?
Che non solo è vivo ma che intende vivere a lungo. Mi ha molto favorevolmente impressionato che un tecnico della comunicazione e dei sondaggi come Fabrizio Masia ci abbia confessato a Fano che un rilancio è possibile. Ovvio che una cosa è il Psi e altra cosa sono le sue alleanze. Ora siamo tornati in pochi giorni in campo sia con l’uno che con le altre. E mi pare un bene per la nostra comunità e anche per l’Italia.

Mauro Del Bue

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Mauro Del Bue

1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Per un socialista, qualunque sia la sua attuale collocazione politica, fa senz’altro piacere, io credo, veder sventolare un vessillo col Garofano – glorioso simbolo del quale mi sfugge l’odierna titolarita’, ma questa e’ altra questione – mentre entusiasma un po’ meno il vederlo portato dalle parti di chi, dai miei ricordi, non fu allora molto amico dei socialisti (salvo che la memoria mi tradisca); puo’ anche essere che tra i “non amici” di un tempo qualcuno abbia abbia cambiato idea, ma se cosi’ fosse dovrebbe dirlo in modo chiaro e comprensibile, non “a bocca stretta”.

    Paolo B. 20.09.2019

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