martedì, 10 Dicembre, 2019

IV Friday for Future, aderiscono anche le sardine

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Oggi, alla nuova giornata mondiale di protesta per il clima, in Italia ha aderito anche il movimento delle ‘Sardine’.

Anche la Rete della Conoscenza, l’Unione degli Studenti e Link hanno aderito al quarto sciopero globale per il clima. Oggi sono previste la partecipazione ai cortei in centinaia di città e decine di iniziative negli atenei.
Giacomo Cossu, coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza, ieri ha spiegato: “Torniamo in piazza con Fridays for Future perché vogliamo un altro mondo in cui vivere, libero dalla minaccia del cambiamento climatico. Il Black Friday è il momento perfetto per denunciare un sistema economico fondato sullo sfruttamento sconsiderato dell’ambiente e dei lavoratori per produrre merci inutili a prezzi bassi. Vogliamo un cambiamento radicale del sistema economico, perciò dalle piazze di domani lanceremo un messaggio ai potenti del mondo che si riuniranno dal 2 al 13 dicembre alla COP25 di Madrid: basta propaganda, non c’è più tempo. I cambiamenti climatici hanno già effetti devastanti, come abbiamo visto con l’acqua alta straordinaria che ha sommerso Venezia. Vanno azzerate le emissioni entro il 2025, mentre il Governo italiano nella Legge di Stabilità prevede la conferma di circa 19 miliardi annui di sussidi ambientalmente dannosi fino al 2040, inclusi gli inutili incentivi alle auto aziendali inquinanti. Il Governo non ha presentato un Green New Deal, piuttosto vediamo un Green New Fake. Saremo in piazza domani e anche il 6 dicembre alla grande manifestazione dei giovani a Madrid, contro l’irresponsabilità dei potenti del mondo”.
Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale di Unione degli Studenti, ha ricordato: “Il Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ci ha garantito che interromperà le collaborazioni tra MIUR e multinazionali inquinanti, ma ancora non basta. I nostri edifici scolastici cadono a pezzi, mentre è necessario un grande piano di riqualificazione ecologica delle scuole del Paese. Nella Legge di Stabilità 2020 mancano investimenti adeguati sull’istruzione. Per affrontare l’innovazione tecnologica e la transizione ecologica serve l’istruzione gratuita, dobbiamo diffondere la conoscenza per costruire un futuro migliore”.
Camilla Guarino, coordinatrice nazionale di ‘Link Coordinamento universitario’, ha reso noto: “Nelle università faremo decine di iniziative per denunciare la crisi del cambiamento climatico. La conoscenza e la ricerca scientifica sono fondamentali per affrontare questa minaccia, ma il nostro Paese investe troppo poco. La Legge di Stabilità 2020 prevede scarsi finanziamenti per la ricerca e non garantisce le risorse necessarie al diritto allo studio universitario. Non possiamo cambiare il sistema economico se non abbiamo la possibilità di studiare e avere un futuro lavorativo”.
Ieri, Luca Sardo, di Friday for Future Italia, ha dichiarato all’Adnkronos: “Le Sardine saranno con noi domani in piazza per il Friday for Future ma solo alla manifestazione di Roma, nelle altre città ci sono state adesioni singole. Solo a Roma sono riusciti a fare una riunione, si sono confrontati e hanno deciso di aderire. Io sono di Torino e qui domani, ad esempio, ci saranno sicuramente adesioni singole di aderenti alle Sardine anche perchè hanno più volte pubblicato sulla loro pagina Facebook il volantino di Friday for Future domani a Torino”.

Sulla questione climatica l’Unione europea non è rimasta insensibile. Già mercoledì scorso, durante l’elezione della nuova Commissione, Timmermans, il laburista olandese che dovrà realizzare il Green new deal per salvare ambiente e industria di fronte al cambiamento climatico, ha dichiarato: “Voglio presentarmi alla conferenza sul clima di Madrid (Cop) con la possibilità di illustrare al mondo quello che faremo in Europa sull’ambiente. Per questo punto da far approvare una comunicazione nella riunione della Commissione dell’11 dicembre in cui spiegheremo cosa faremo nei primi 100 giorni del nostro mandato e negli anni successivi”.
L’intento del socialista Timmermans è anche quello di convincere il resto del pianeta a seguire la strada tracciata dall’Unione affermando: “Se noi facciamo capire che stiamo diventando leader mondiali dell’economia verde, gli altri ci seguiranno. La Cina quando sente l’Europa compatta ci prende molto sul serio”. Poi, riferendosi agli Stati Uniti di Donald Trump, ha detto: “Negli Usa ci saranno le elezioni, fino ad allora dobbiamo avere pazienza. Per ora parlo con i singoli Stati e con le città americane. Però se ci muoviamo subito anche con la Carbon tax e costringiamo canadesi, cinesi ed il resto dell’Asia a parlarci, saremo più forti quando Washington tornerà in scena”.

Il vicepresidente esecutivo della nuova Commissione Ue, intervistato da ‘La Repubblica’, è uscito allo scoperto parlando anche di quelli che saranno i piani da un punto di vista economico. Si tratterebbe di una cifra di 3mila miliardi fino al 2050 stanziati per la rivoluzione verde. Il socialdemocratico Timmermans ha precisato: “Non è una somma esagerata, ma prima di poterla confermare devo finire gli studi di impatto. Conto di finanziare la trasformazione verde dell’economia con risorse pubbliche nazionali ed europee, con fondi privati e della Bei. Nessuno ci chiede il costo umano e finanziario del non far nulla: probabilmente sarebbe molto più alto. L’obiettivo è quello di fare dei passi avanti per quanto riguarda la percentuale del bilancio Ue utilizzata per finanziare la riconversione economica. Vogliamo alzarla al 25% del bilancio e al 40% per l’agricoltura. Poi ogni anno spingerò per salire. E starò attento che il resto dei soldi non finisca in politiche che invece inquinano”.
Il vice presidente della Commissione Ue, romano d’adozione, ha parlato anche della questione sulla Carbon tax: “Dobbiamo dire ai partner extra Ue che se un loro prodotto inquina più di quello europeo, per farlo entrare da noi dovranno pagare alla frontiera. Questi soldi li useremo per finanziare la transizione ecologica. Inoltre dovremo estendere gli Ets (certificati a pagamento per chi inquina, ndr) diminuendo le esenzioni”.

Non è mancato un monito verso l’Italia, a cui è stata messa fretta per adattarsi alle sfide del futuro: “Non c’è tempo da perdere e la sfida è enorme anche per voi. Certo, ci sono Paesi con un’industria che inquina di più, come la Polonia, e che avranno più difficoltà a cambiare. Però anche l’Italia deve darsi da fare: dobbiamo pensare tutti insieme al futuro dell’industria dell’auto e alla manifattura tra 30 anni”.
Timmermans infine ha parlato anche del sovranismo, che a suo giudizio sarebbe “come una sbornia, all’inizio ti senti forte ma poi ti risvegli con problemi irrisolti e in più con il mal di testa”.
Nel mirino sono finiti anche i nazionalisti: “Prima creano un nemico, poi formano una tribù nella quale il capo ha sempre ragione e i membri lo difendono a prescindere. Così verità e democrazia muoiono”. Ma non solo, secondo il suo parere: “Il nazionalismo ti isola mentre oggi rispondi al clima e alla rivoluzione tecnologica stando tutti insieme”.
Il numero due della Commissione ha dato un consiglio alla sinistra, parlando di lavoro, capitale, big data e ambiente: “Deve pensare a ridistribuire tutti questi elementi, altrimenti non ha futuro. Se diamo soluzioni, anche l’elettorato di Salvini tornerà da noi”.

Dunque, ben vengano le proteste globali sul clima di oggi: un sostegno alle proposte politiche avanzate dal socialista Timmermans in nome dell’Unione europea a difesa del pianeta.

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