venerdì, 7 Agosto, 2020

JOLLY CONSULTA

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“Per la Consulta è incostituzionale la norma che vieta l’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo: viola l’articolo 3 della nostra Costituzione che prevede l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge ‘senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’. I decreti sicurezza, con tutte le norme controverse che sono contenute, non sono dunque un’ossessione della sinistra, ma leggi incostituzionali da riscrivere da capo. Peccato che, come già successo per altri temi così decisivi, la Consulta sia arrivata prima del Parlamento”. Così in una nota il segretario del Psi, Enzo Maraio.
Le questioni erano state sollevate dai tribunali di Milano, Salerno e Ancona, adesso ci ha pensato la Corte Costituzionale che ha esaminato oggi le questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali sulla disposizione che preclude l’iscrizione anagrafica degli stranieri richiedenti asilo, introdotta con il primo “Decreto sicurezza” (dl n. 113 del 2018). In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio stampa della Corte fa sapere che «la disposizione censurata non è stata ritenuta dalla Corte in contrasto con l’articolo 77 della Costituzione sui requisiti di necessità e di urgenza dei decreti legge. Tuttavia, la Corte ne ha dichiarato l’incostituzionalità per violazione dell’articolo 3 della Costituzione sotto un duplice profilo: per irrazionalità intrinseca, poiché la norma censurata non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza; per irragionevole disparità di trattamento, perché rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti».

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