venerdì, 15 Novembre, 2019

Julien Bismuth per la prima volta in Italia

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A Roma prima mostra in Italia dell’artista Julien Bismuth (1973 Parigi, Francia) noto per i suoi collage, installazioni, performance, fotografia, video, che si confrontano con questioni di natura critica e culturale/sociale. La personale intitolata “Hiaitsiihi”, è promossa ed accolta dalla Nomas Foundation, presso la sede della Fondazione stessa in Viale Somalia 23, ed è organizzata in collaborazione con l’Unità di Ricerca Estetica nel sociale del Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche della Sapienza Università di Roma, diretta da Lia Fassari. Si potrà visitare dal 25 ottobre e fino al 28 febbraio 2020.

L’esposizione racconta di un viaggio, quello fatto tra il 2016 e il 2017, con Marco Antonio Gonçalves, presso il popolo Hiaitsiihi stanziato sulle rive del fiume Maici, nella foresta amazzonica brasiliana. Denominato Pirahã dalle popolazioni confinanti, questo popolo semi-nomadico chiama sé stesso Hiaitsiihi, termine che significa corpo (ibiisi) che vive in un cosmo stratificato. Cacciatori-raccoglitori che pescano e cacciano muniti di solo arco e frecce, da secoli i Pirahã vivono in simbiosi con la foresta pluviale d’Amazzonia, trascorrendo la maggior parte dell’anno senza alcun riparo dagli elementi atmosferici e fondando la propria sussistenza soltanto su pochi semplici manufatti. “Ciò che chiamiamo la loro cultura consiste fondamentalmente dei canti che cantano e delle storie che raccontano nella loro particolare lingua tonale che può essere fischiata, canticchiata, parlata. Scandendo e accompagnando le loro attività quotidiane, tali storie, canti, rituali, conservano una complessa cosmologia – rivela Bismuth nella sua performance – I Pirahã non posseggono strutture politiche, nessuna diseguaglianza economica o sociale, nessun dovere eccetto la sopravvivenza”. Attraverso linguaggi quali fotografia e video, gli interventi dell’artista si esprimono con una simile discrezione di mezzi: i filmati intenzionalmente privi di narrazione e spiegazione, contraddistinti da un montaggio praticamente assente, si allineano all’esperienza dei Pirahã.

Estratti delle interviste a Marco Antonio Gonçalves e immagini tratte dal suo archivio sono mostrati separatamente insieme a foto e riflessioni scritte dell’artista. Testi e interviste si confrontano con questioni etiche, politiche e culturali sollevate dall’incontro con i Pirahã, facendo attenzione a restituire tutta la loro complessità. Come comunicare tra culture diverse, mantenendo intatta e salvaguardando tale alterità? In che modo i Pirahã sono stati in grado di preservare il loro stile di vita nonostante la crescente predazione delle terre indigene e della foresta pluviale amazzonica? Cosa possiamo imparare da questo popolo e come possiamo agire per difendere la loro cultura, il loro stile di vita, l’ambiente dal quale dipende la loro sopravvivenza? A queste domande cerca di rispondere in maniera non gridata ma libera da condizionamenti Bismuth, un tema attuale alla luce delle disastrose politiche del governo Bolsonaro. Come dimostra la recente serie di incendi che ha interessato vaste aree della foresta pluviale amazzonica, le conseguenze della deforestazione sono una minaccia non soltanto per la sopravvivenza dei Pirahã e di altre minoranze etniche: la distruzione della foresta amazzonica mette egualmente in pericolo anche la nostra sopravvivenza. La brutale deforestazione senza precedenti storici che spinge verso un punto di non ritorno, l’impennata del diossido di carbonio a livelli fuori controllo, la durissima crescente siccità, l’immane irreversibile perdita di biodiversità sono soltanto alcuni degli effetti della governance di Bolsonaro. Dal lavoro di Julien Bismuth lo stile di vita dei Pirahã, considerati dei “primitivi”, manifesta invece a sorpresa un modo alternativo di esistere alle nostre forme di governance e di interagire con un ecosistema complesso ed unico come quello della foresta amazzonica: questo popolo è in grado di godere di quelle risorse preservandole piuttosto che consumarle e sprecarle.
Al fine di assicurare alle minoranze etniche il diritto alla propria cultura, alla propria terra, al proprio stile di vita, alla propria alterità materiale ed immateriale, secondo Bismuth sono necessarie forme di governo contro-egemoniche, come quelle dei Pirahã. Affinando la vista proprio la loro realtà si rivela un esempio illuminante per il presente e il futuro del pianeta.

Julien Bismuth (1973 Parigi, Francia) vive e lavora a New York. Attraverso collage, installazioni, performance, fotografia, video, Bismuth si confronta con questioni di natura critica e culturale. Spesso la sua pratica intreccia linguaggio e immagine mettendoli in discussione, indagando come le nostre rappresentazioni del mondo siano in grado di forgiare e orientare le nostre decisioni e interazioni. Le opere di Bismuth sono state esposte presso Nomas Foundation, Roma; Centre d’art La Criée, Rennes; Solomon R. Guggenheim Museum, New York; Galerie Emanuel Layr, Vienna; Galerie Parisa Kind, Francoforte; LACE, Los Angeles; Les Abattoirs, Tolosa; Galerie Georges-Philippe & Nathalie Vallois, Parigi; Simone Subal, New York; GAK, Brema; The Box, Los Angeles; Crac Alsace, Altkirch. Le sue performances sono state ospitate da istituzioni internazionali quali Centre Georges Pompidou, Parigi; Villa Medici, Roma; Palais de Tokyo, Parigi; MUSAC, León; Fondation Ricard, Parigi; Tate Modern, Londra. Tra le sue mostre collettive quelle di FRAC, Marsiglia; 14th Cuenca Biennial, Cuenca; Frac île-de-France, Bussy-Saint-Martin; MAAT, Lisbona; National Art Gallery, Sofia; Centre d’Art Contemporain Parc St. Léger, Pougues-les-Eaux; Belvedere, Vienna; Museo Marino Marini, Firenze; Manifesta 10, San Pietroburgo; IAC, Villeurbanne; Kunsthalle Wien, Vienna; ICA Philadelphia; Schirn Kunsthalle, Francoforte. Bismuth, insieme all’artista Jean-Pascal Flavien, è co-foundatore di Devonian Press.

A marzo 2020, un convegno presso il Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche, Sapienza Università di Roma, cui parteciperanno antropologi, sociologi, economisti, filosofi. Il catalogo di Hiaitsiihi sarà pubblicato contestualmente agli Atti del Convegno.

Julien Bismuth. Hiaitsiihi
Nomas Foundation
Viale Somalia 33 – 00199, Roma
Orari d’apertura: martedì – venerdì, 14.30 – 19.00
Ingresso gratuito
06 86398381 – info@nomasfoundation.com
www.nomasfoundation.com

Maria Grazia Di Mario

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