martedì, 23 Luglio, 2019

SORTI REGRESSIVE

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L’incontro tra il premier italiano Giuseppe Conte e il presidente della Commissione arriva dopo l’allarme lanciato ieri dall’Ocse sui rischi dell’Italia di entrare in una fase di recessione. Il faccia a faccia tra il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker e il premier Conte non poteva non avere al centro proprio le condizioni dell’economia italiana con tutte le preoccupazione che ne conseguono o che ne dovrebbero conseguire visto che a Palazzo Chigi si ostenta tranquillità. Infatti Conte ha assicurato che quei dati erano già largamente attesi e che il governo è già al lavoro.

L’anno meraviglioso annunciato da Conte qualche mese fa è già un lontano ricordo. “Le nostre misure – ha detto Conte – sono espansive e responsabili”, ha assicurato il premier al Presidente della Commissione europea che ha manifestato tutta la sua preoccupazione per la situazione italiana. Un tentativo implicito quello di Conte di far dimenticare le parole del suo vice Di Maio secondo il quale l’Ocse dovrebbe farsi gli affari propri e non ficcare il naso in quelli degli altri Paesi, senza sapere forse che l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, è un istituto internazionale di cui l’Italia è tra i paese fondatori.

E Conte prova ancora a tranquillizzare assicurando che il governo “ha elaborato una manovra che vuole perseguire una politica espansiva ma responsabile approvando misure di cui il paese necessitava da troppi anni per ristabilire equità sociale”. E ha ricordato: “Questa settimana approveremo il dl crescita” per ridare impulso allo sviluppo. Inoltre ha precisato:  “Abbiamo parlato del Def. L’impalcatura fiscale non cambia rispetto allo scenario concordato”. Conte sottolinea poi che il rallentamento dell’economia non è solo italiano ma europeo. Però l’Italia rallenta più degli altri e questo è un altro punto di preoccupazione per la Commissione. Il premier italiano prosegue: “L’intera eurozona affronta una fase temporaneo rallentamento economico dovuto alla guerra dazi che ha causato una significativa battuta d’arresto per diversi settori dell’industria manufatturiera. Per reagire a questa fase occorrerebbe che gli stati membri che hanno maggiore spazio fiscale lo utilizzino a sostegno della domanda interna con investimenti pubblici per permettere all’Europa di reagire alla tendenza negativa”.

E sulla spinosa questione della Tav che tanto preoccupa la Commissione europea, Conte si è limitato a dire: “Ho spiegato che ci sarà un supplemento di riflessione”. Mentre il Presidente della Commissione Ue ha ribatito che la Tav “è un progetto tecnico, non ideologico. Serve una soluzione tecnica. Vogliamo sostenere nei loro sforzi i governi francesi e italiani. Serve un accordo”. Juncker a sua volta ha sottolineato: “Abbiamo avuto un incontro cordiale e costruttivo come sempre, abbiamo fatto un giro d’orizzonte su tutti i temi. Tra Italia e Commissione Ue è grande amore, con tutti i ministri italiani”.

Ma le rassicurazioni non sono bastate a Juncker che si è detto “leggermente preoccupato per il fatto che l’economia italiana continua a regredire” auspicando che “le autorità italiane facciano sforzi supplementari per mantenere in vita la crescita” nel Paese. Altro tema spinoso quello sui migranti. Conte ha spiegato che “non è ammissibile continuare a operare senza considerare che chi sbarca in Italia, in Spagna o in Grecia sbarca in Europa. Se non cambia la condivisione della responsabilità, il coordinamento delle guardie costiere non serve. Anzi rischia di diventare un cosiddetto ‘fattore di attrazione’. Serve un meccanismo di redistribuzione, i miliardi vanno spesi per una politica seria”.
“Non bisogna dire che l’Ue è stata assente quando si è trattato di dare solidarietà – ha replicato Juncker -. L’Italia ha ricevuto un miliardo” per i migranti. “La questione migratoria è importante e ribadisco che bisognerà attuare una solidarietà più articolata”, ha aggiunto ricordando che “l’Italia porta un grande fardello”.

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