martedì, 1 Dicembre, 2020

Juventus campione d’Italia, è lo scudetto dei record

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juventusI bianconeri battono 3-0 il Crotone e si aggiudicano lo scudetto per il sesto anno consecutivo, un record. Roma e Napoli hanno accorciato il gap ma sembrano bellissime torte senza ciliegina. Inter e Milan sperano nei soldi cinesi per spezzare un’egemonia che, altrimenti, potrebbe durare ancora a lungo. E il 3 giugno c’è la finale di Champions contro il Real Madrid: il sogno triplete per Buffon e compagni può diventare realtà

TORINO – E sono 6. La Juventus è campione d’Italia 2016/2017 ed entra nella storia: mai nessuna squadra in Italia aveva infatti vinto sei campionati consecutivi. Ci è riuscita la Vecchia Signora, merito di una dirigenza e di una squadra che, titolo dopo titolo, continua ad avere fame ed a non essere mai appagata. D’altronde discorsi simili non sono nemmeno ipotizzabili in una rosa di campioni, alcuni dei quali (Buffon su tutti) hanno vissuto l’incubo della Serie B per gli scandali di “Calciopoli” nel 2006. E’ proprio in seguito a quelle triste vicende, con la Juventus che aveva toccato il momento più basso della propria storia, che è iniziata un’inarrestabile risalita. Conte prima e Allegri poi hanno creato una vera e propria corazzata attualmente senza rivali in Italia e al livello delle big europee. Non a caso, dopo Coppa Italia e campionato, i bianconeri potranno completare, il prossimo 3 giugno a Cardiff, il “triplete” nella finale di Champions League contro il Real Madrid.

juve2I PROTAGONISTI – Doveroso iniziare dal capitano, Gigi Buffon. Ancora decisivo tra i pali a 39 anni suonati, leader carismatico dentro e fuori dal campo. Ha vinto quasi tutto, ma dà l’idea di non voler perdere nemmeno un torneo di briscola al bar con gli amici. La difesa poi continua a essere il punto di forza della Juventus: con la “BBC” (Barzagli, Bonucci, Chiellini) non si passa e le riserve (Benatia e Rugani) sono più che affidabili. Alex Sandro è senza dubbio il miglior terzino sinistro in Italia e forse in Europa, Dani Alves ha dimostrato di non essere arrivato a Torino per godersi una ricca pensione e Lichtsteiner continua di essere sempre affidabilissimo sulla corsia destra. A centrocampo Khedira è stato più forte degli acciacchi fisici che lo hanno tormentato per anni, Pjanic ha dato qualità in una mediana piena di muscoli con le rocce Sturaro e Rincon. Marchisio ci ha messo un po’ per riprendersi dal grave infortunio dell’anno scorso, ma è risultato prezioso come sempre, stesso discorso per i jolly Lemina e Asamoah. Cuadrado e Mandzukic da comprimari nella prima parte di stagione sono diventati insostituibili quando Allegri è passato al 4-2-3-1, Dybala è diventato un top player a tutti gli effetti confermando i numeri che aveva fatto vedere al Palermo e Higuain, decisivo in tutte le partite chiave, ha confermato di essere un cecchino in area. Poco spazio per Pjaca, fermato anche da un grave infortunio, ma è giovane e si farà. E poi un grande applauso a Massimiliano Allegri, capace con un viso angelico e sorridente di essere comunque un sergente di ferro in uno spogliatoio importante e alla società che sul mercato non ha sbagliato un colpo, sia in entrata che in uscita.

LE ALTRE ALZANO BANDIERA BIANCA – Roma, Napoli, Milan e Inter devono alzare bandiera bianca per l’ennesimo anno. Le prime due giocano benissimo, anche meglio della Juventus, ma manca quell’ultimo step per arrivare a vincere lo scudetto. Se però il campionato è rimasto aperto fino alla penultima giornata va dato atto a Spalletti e Sarri di aver ridotto sensibilmente il gap rispetto ai bianconeri. Ma ancora non basta. Negativa, quasi drammatica, invece la situazione delle milanesi, lontane anni luce dal livello di Buffon e compagni. La speranza è che con i tanti soldi delle nuove proprietà cinesi possano arrivare i campioni per riportare in alto le due squadre delle Madonnina. Ma non sempre i soldi fanno la felicità.

Francesco Carci

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