mercoledì, 21 Agosto, 2019

Kazakistan, centinaia gli arresti, tra questi cinque membri FIDU

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Doveva essere una giornata nuova per il popolo Kazako che andava alle urne per le presidenziali la prima volta dopo l’era post-Nazarabyev, è finita in centinaia di arresti dei dissidenti e di persone che protestavano contro un plebiscito che dava ormai favorito Tokayev, pupillo dell’ex presidente per il quale è ormai in corso un processo di divinizzazione, tanto che la capitale Astana è stata ribattezzato Nursultan. Durante la giornata elettorale sono stati arrestati nelle due principali città del Kazakistan, Almaty e Nur-Sultan mentre erano in corso le manifestazioni di boicottaggio delle elezioni presidenziali, non solo molti cittadini, ma sono stati anche fermati cronisti e operatori della Stampa. Inoltre cinque osservatori della Fidu (Federazione Italiana Diritti Umani) sono stati incarcerati.
La Federazione Italiana Diritti Umani esprime quindi profonda preoccupazione per l’arresto di ieri, domenica 9 giugno, in Kazakistan di 5 dei propri osservatori, nella capitale Nur-Sultan (ex Astana) e ad Almaty, principale città del Paese. I cittadini del Kazakistan Maksat Mukarov, Zhanbota Alzhanova, Aygerim Mukhamedzhanova, Aliya Izbassarova e Danyar Khassenov sono membri della missione di monitoraggio dei diritti umani organizzata dalla FIDU in Kazakistan, che segue da anni la situazione del Paese, e avrebbero dovuto monitorare proprio i fermi, le detenzioni e i procedimenti giudiziari che appaiono politicamente motivati.
Gli osservatori della FIDU sono fra le circa 1500 persone fermate e sottoposte a detenzione arbitraria per avere protestato pacificamente o documentato le proteste in occasione dell’elezione predeterminata del presidente della Repubblica del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev, mentre rimane sostanzialmente al potere (con la qualifica di “leader della nazione” e presidente del Consiglio di Sicurezza statale) Nursultan Nazarbayev, presidente dal 1991 fino alle sue dimissioni formali nel marzo di quest’anno. La FIDU ha ricevuto informazioni di arresti a Nur-Sultan, Almaty, Shymkent, Aktobe, Semey e in altre città del Kazakistan.
L’osservatore della FIDU Maksat Mukarov è stato sottoposto a Nur-Sultan ad arresto amministrativo per 10 giorni. Gli osservatori Zhanbota Alzhanova, Aygerim Mukhamedzhanova, e Aliya Izbassarova sono stati fermati la sera tardi il 9 giugno a Nur-Sultan, dopo il loro arrivo alla stazione di polizia di Baikonur per condurre il monitoraggio dei manifestanti detenuti. L’osservatore Danyar Khassenov è stato invece fermato ad Almaty. Tutti rischiano l’arresto amministrativo fino a 15 giorni ed altre misure repressive.
La Federazione Italiana per i Diritti Umani chiede la liberazione immediata dei suoi osservatori in Kazakhstan, evidenziando che essi sono stati fermati mentre agivano come difensori dei diritti umani e pertanto – in particolare secondo la Dichiarazione ONU del 1998 sui Difensori dei Diritti Umani – dovrebbero non solo potere svolgere liberamente il proprio compito, ma essere pienamente rispettati e protetti da ogni Stato.

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