martedì, 20 Ottobre, 2020

Keir Starmer, il Labour per un’alternativa di Governo

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Chi l’ avrebbe detto ad aprile, quando era diventato nuovo leader del Labour party, che Keir Starmer riuscisse in pochi mesi a trasformare il partito e a dargli una prospettiva di forza di Governo? Avvocato cinquantottenne, membro della Camera dei Comuni dal 2015, prima dell’incoronazione alla guida dei laburisti si era barcamenato tra l’appartenenza al Governo ombra voluto da Jeremy Corbyn e una visione moderata del modo di fare opposizione. La sua elezione alla guida del Labour, avvenuta dopo la quarta sconfitta elettorale del partito, con il record negativo dei deputati presenti in Parlamento, poteva essere interpretata come un momento di transizione interlocutorio come proposizione politica e senza grandi novità programmatiche. Invece Starmer sta letteralmente trasformando l’iniziativa laburista nel Regno Unito arricchendo i vecchi cavalli di battaglia della lotta alle disuguaglianze, difesa del lavoro e dei sindacati, antirazzismo e solidarietà con temi e valori nuovi. Le critiche ai conservatori per la gestione dell’ emergenza della pandemia da coronavirus, sono portate in maniera costruttiva non propagandistica. La stessa battaglia contro la Brexit si sta trasformando,dopo la vittoria dei conservatori e di Boris Johnson , in qualcosa di diverso e cioè nella maniera migliore di affrontare la separazione dall’Europa.

 

I laburisti attaccano i conservatori non più pensando ad un nuovo referendum ma sul modo con cui sia necessario misurarsi con la realtà, su quello che si debba fare per evitare conseguenze economiche pesanti. Starmer ha anche fatto dimenticare le accuse di antisemitismo che erano state fatte a Corbyn dalla comunità ebraica, sempre respinte ma che avevano gettato un’ombra sulla politica laburista. Ma è sulla riscoperta di un forte sentimento nazionale che Starmer ha fatto breccia nel cuore dei cittadini. Una sorta di promozione di quei valori patriottici che antepongono gli interessi del Paese a quelli del partito. A lui non interessa continuare a stare all’opposizione criticando esclusivamente la politica di Boris Johnson, interessa costruire un alternativa credibile per diventare forza di Governo. Difesa della famiglia, sicurezza, equità sono entrati di diritto nel programma della sinistra laburista del Regno Unito. È vero che in alcuni circoli legati a Corbyn si assiste a una sorta di resistenza fondata sulle vecchie battaglie di un socialismo radicale punito più volte dagli elettori ma Keir Starmer prosegue sulla strada del rinnovamento del partito e della riconquista di quei cittadini che negli ultimi anni hanno abbandonato i laburisti. Non di può certamente parlare di lui come un nuovo Tony Blair anche perché i contesti dove si trova ad operare sono profondamente mutati, ma certamente di un uomo che sta rendendo il partito più moderno e pragmatico. I prossimi mesi ci diranno se il cambiamento politico del partito da lui voluto avrà restituito alla politica un Labour incisivo pronto ad assumere la responsabilità di guidare il Paese. C’è infine da dire che Starmer trova la strada spianata dallo stesso Boris Johnson quando il Premier inciampa in dichiarazioni infelici come quella sul comportamento degli inglesi e degli italiani di fronte all’emergenza covid , prontamente ribattute dal nostro Presidente Mattarella

 

Alessandro Perelli

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