domenica, 7 Marzo, 2021
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Kosovo, il presidente in carcere per crimini di guerra

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Da giovedì scorso il Presidente del Kosovo Hashim Thaci è in carcere all’Aja accusato di crimini di guerra dal Tribunale speciale istituito sull’operato dell’Uck, Esercito di Liberazione del Kosovo, di cui era un tempo alto comandante. Con lui sono stati arrestati Kadri Veseli, ex Presidente del Parlamento, Rexhep Selimi e Jacup Kraxniqi, tutti già alti dirigenti dell’Uck. Prima dell’arresto Thaci si era dimesso dopo aver appreso che il Gip aveva accettato le richieste della Procura e affermando che non sarebbe finito davanti alla Corte come Presidente della Repubblica. Tutto era partito da un rapporto che nel 2010 il Consiglio d’ Europa aveva consegnato al Tribunale in seguito al quale erano iniziate le indagini su una serie di efferatezze, violenze uccisioni e stupri compiuti ai danni di serbi, albanesi e rom durante e dopo la guerra che aveva portato all’indipendenza. Thaci che allora era conosciuto con il soprannome di “serpente” ha sempre negato le accuse contestate e in Patria era riconosciuto come un eroe. Ma alcune testimonianze inoppugnabili raccolte in questi ultimi anni lo hanno inchiodato alle sue responsabilità e insieme a lui gli altri inquisiti con lui incarcerati. Sono più di cento gli omicidi che gli vengono contestati insieme a sparizioni forzate di persone, persecuzioni, violenze di ogni genere e torture. Prima di essere arrestato Thaci ha organizzato una conferenza stampa in cui si è detto orgoglioso di aver militato nell’Uck, ribadendo il ruolo fondamentale svolto dall’Esercito di Liberazione per raggiungere l’indipendenza. Le reazioni in Kosovo a questi avvenimenti, nonostante il dilagare della pandemia da coronavirus sia sempre maggiore e catalizzi l’attenzione dell’opinione pubblica, non si sono fatte attendere. Il Premier Avdullah Hoti, che mercoledì 3 novembre era a Roma a colloquio con il nostro Capo del Governo Giuseppe Conte, si detto incredulo di un fatto che peserà negativamente per il Paese, riaffermando la sua stima per Thaci e per quello che ha fatto per la libertà del Kosovo. Il partito di opposizione, autodeterminazione di Albin Kurti è stato ancora più duro ritenendo indegno il pronunciamento del Tribunale. È del resto evidente che quanto accaduto difficilmente non potrà avere conseguenze sui già precari equilibri politici della giovane Repubblica. La prima verifica la si potrà avere tra breve quando il Parlamento sarà chiamato a ratificare la nomina di Vjosa Osmani, la politica più votata nelle ultime elezioni a Presidente ad interim. E se poi non si troverà un accordo su un nuovo Capo dello stato saranno probabili nuove elezioni che renderanno il quadro politico ancora più complicato. Le reazioni della Serbia sono state finora di grande compostezza. Al di là della naturale soddisfazione per l’accertamenti di verità storiche finora sottaciute il Presidente della Repubblica Alaksandar Vucic si è augurato che il dialogo tra Serbia e Kosovo possa continuare in linea con i positivi risultati ottenuti nel corso dell’ultimo incontro di Washington. E sicuramente anche l’esito delle elezioni americane non sarà ininfluente per questo risultato.

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