sabato, 6 Giugno, 2020

Kosovo, si apre strada verso esecutivo tecnico

0

Non si sono fatte attendere le ripercussioni al mancato rispetto degli accordi, presi a Washington, sotto la regia di Trump, tra Serbia e Kosovo per riso!vere finalmente la crisi provocata dalla proclamazione dell’indipendenza da parte di Pristina. L’accordo preso da Kurti e Vucic di fronte all’incaricato di Trump Grenell infatti prevedeva come primo passo l’abolizione dei dazi doganali imposti dal Kosovo nei confronti di Serbia e Bosnia. Ma il Primo Ministro del Kosovo Albin Kurti, eletto meno di due mesi fa, dopo una trattativa durata più di tre mesi, ha deciso di soprassedere a questo impegno e anche a una riduzione degli stessi. A ciò si è aggiunto l’esautoramento del Ministro degli Interni Agim Venu esponente della Lega democratica del Kosovo (Ldk), preso per aver diramato notizie false e allarmistiche sulla diffusione del contagio coronavirus.

A questo punto il leader della Ldk (formazione di centro destra filoamericana) Isa Mustafa ha annunciato l’apertura della crisi iniziando la raccolta delle quaranta firme necessarie per portare la mozione di sfiducia in Parlamento. Difficile ora pensare a una ricucitura tra il partito di maggioranza di Kurti, Vetevendosje (Autodeterminazione), di centro sinistra e la destra della Ldk. Anche perché la tensione nel Paese sta salendo notevolmente non solo per l’evolversi della situazione politica ma anche per la costante diffusione del coronavirus che ha provocato nei giorni scorsi, fomentata dalla Ldk, una clamorosa protesta dei kosovari che sui balconi delle loro case hanno inscenato una clamorosa manifestazioni di protesta facendo risuonare rumorosamente le loro pentole e le loro stoviglie. E non mancano altri segnali di un forte irrigidimento degli Usa che hanno minacciato di porre al Kosovo delle sanzioni in caso di mancata abolizione dei dazi doganali.

E non è certamente casuale la sospensione di progetti per duecento milioni di dollari di finanziamento americano né lo stop alla costruzione della nuova centrale a carbone sempre con finanziamento americano. Dal punto di vista politico rimane però il rebus della ormai inevitabile crisi di Governo. Sembra esclusa la possibilità di elezioni anticipate anche se spinte da Kurti sotto la spinta dell’orgoglio nazionale, in questo momento però, sicuramente meno trainante dell’effetto coronavirus e della necessità di avere un Governo accreditato per affrontarlo adeguatamente.

Più facile la strada di un Esecutivo tecnico in cui la Ldk di Mustafa riesca a raccogliere il consenso di alcune forze di opposizione come l’Alleanza per il futuro del Kosovo dell’ ex Premier Haradinaj.

 

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply