giovedì, 28 Maggio, 2020

Kosovo, situazione politica sempre più ingarbugliata

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La situazione politica in Kosovo si fa sempre più ingarbugliata. Dopo la sfiducia ottenuta in Parlamento dal Governo di Albin Kurti lo scorso 25 marzo, il Presidente della Repubblica Hashim Thaci, ha iniziato la consultazione delle forze politiche. Al termine delle quali, preso atto che Kurti non aveva intenzione di ripresentarsi con una nuova proposta ma indicava come unica strada quella delle elezioni anticipate, seguendo l’ articolo 95 della Costituzione, ha chiesto al suo partito, Vetevendosje, nazionalisti di sinistra, vincitori alle ultime elezioni, di nominare un nuovo candidato Premier.

E qui si rischia la paralisi politica visto che, per ora, Vetevendosje non ha alcuna intenzione di effettuare la nuova indicazione e vorrebbe andare al voto anticipato con il Governo Kurti sfiduciato. E d’ altra parte Thaci potrebbe incaricare un esponente di un altro partito solo se il nuovo candidato Premier di Vetevendosje non ottenesse la maggioranza dal Parlamento. Le altre forze politiche non stanno a guardare e nonostante le forti differenziazioni ideologiche sembrano unite da un comune denominatore, quello di evitare le elezioni anticipate. Sia la Ldk di Mustafa, di centro destra , alleata prima di Kurti ma poi responsabile della crisi, sia il Pdk di Veseli hanno ripetutamente affermato la necessità della formazione di un nuovo Esecutivo che affronti in modo adeguato l’emergenza del contagio del coronavirus che si sta diffondendo in modo preoccupante e che ha causato a Pristina e in altre città la clamorosa protesta dei cittadini che hanno fatto risuonare il tumore delle stoviglie e delle pentole sui balconi delle case. E anche le forze politiche minori non vogliono andare al voto. Una patata bollente quella che ha in mano il Presidente della Repubblica Thaci complicata dalla permanenza delle tensioni con la vicina Serbia per la questione della proclamata indipendenza con l’ acquisizione di territori a maggioranza abitati da popolazione di origine serba. Proprio per cercare di risolvere questa situazione il Presidente Trump, tre settimane fa, e aveva promosso a Washington un incontro tra Kurti e il Presidente serbo Vucic.

Infine venerdì scorso l’Unione Europea ha nominato Miroslav Lajcak, un diplomatico slovacco, rappresentante speciale per la ripresa delle negoziazioni tra Serbia e Kosovo. L’ impressione e’ che il piano internazionale giocherà un ruolo di primo piano anche per l’ intricata vicenda politica in Kosovo.

 

Alessandro Perelli

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