domenica, 17 Novembre, 2019

NERO D’OLTRALPE

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austria_kurz Questi ultimi sempre più stretti nella morsa della destra, non solo in Austria, ma in tutta Europa, eccezion fatta per il Portogallo e per il Regno Unito dove Corbyn tiene ben salda la roccaforte dei laburisti. “In Austria, come è già avvenuto in altri paesi europei, assistiamo a una forte svolta a destra che evidentemente non favorisce i movimenti socialdemocratici”, ha detto Christian Kern, Cancelliere uscente, annunciando di voler restare in Parlamento anche se il suo partito dovesse passare all’opposizione. Il cancelliere in pectore Sebastian Kurz ha invece esultato in un mare turchese. “Questo voto – ha scandito – è un chiaro mandato per realizzare le riforme e i cambiamenti voluti dai cittadini”. “Kurz è il chiaro vincitore di questa tornata elettorale”, ha commentato il presidente Van der Bellen, ricordando che il risultato definitivo sarà comunicato solo giovedì, dopo lo spoglio dei voti per corrispondenza. Al momento però sembra che anche i Verdi del presidente rischiano di restare fuori per la prima volta dal 1986 di restare fuori dal Parlamento (la soglia minima è del 4%): secondo gli ultimi dati diffusi i Verdi, dati al 3,9%, rischiano. Sembra tramontata l’ipotesi di un governo arcobaleno di Spoe, liberali, Verdi e lista Pilz, che si ferma al 40,5%. I liberali del Neos sono ora al 5,3% (+0,3%) e l’ex verde Peter Pilz arriva al 4,3%. Per ora al secondo posto arrivano i socialdemocratici del cancelliere uscente, Christian Kern, con il 26,9% dei voti. Ma la destra nazionalista, islamofoba ed euroscettica di Heinz-Christian Strache (Fpo), è balzata di cinque punti al 26% dei consensi. Se il partito di Strache entrasse nel prossimo governo, ha già fatto sapere che vuole girare le spalle a Bruxelles per allearsi con Budapest e arricchire il quartetto di Visegrad, i “signori no” dell’Europa dell’est, che si sono messi di traverso sulle politiche migratorie comuni.
“È un voto preoccupante ma purtroppo è una conferma di un vento che spira in Europa. Non abbiamo torto quando diciamo che potrebbe esserci una preoccupazione anche per l’Italia di un populismo nero che avanza a passi molto lunghi”. Afferma il segretario del Psi, Riccardo Nencini, a margine dell’assemblea generale di Confindustria Pavia, commentando l’esito del voto in Austria. A preoccuparsi non è solo la vicina Italia, ma anche la Germania, ma i cui socialisti sono incoraggiati dalla ripresa nella Land della Bassa Sassonia. Dopo lo “straordinario successo” di ieri in Bassa Sassonia, dove i socialisti del governatore uscente hanno vinto con il 37,2%, +4,6% rispetto alle precedenti consultazioni, Martin Schulz intende concentrarsi sulla direzione del partito, per “riformarlo” e puntare su un “nuovo stile”. Schulz ha annunciato che il processo di rinnovamento “non sara’ privo di conflitti”. “Come presidente dell’Spd mi occuperò con piena intensità del rinnovamento e delle riforme del partito”, ha affermato, annunciando fra l’altro “un nuovo stile aperto al dialogo”.
L’Oevp ha ottenuto il 31,4% dei consensi, guadagnando quasi l’8% rispetto alle elezioni del 2013, e Kurz, a soli 31 anni, si appresta a diventare il più giovane capo del governo in Europa.
Nonostante la giovane età Kurz è già noto, soprattutto al Governo italiano, recentemente da ministro degli Esteri, per le sue politiche anti-immigrazione, è stato protagonista di un braccio di ferro che ha portato Roma e Vienna sull’orlo di una crisi diplomatica.

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