sabato, 22 Febbraio, 2020

Kurz e gli scenari dopo il voto in Austria

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Il partito popolare, guidato dal Premier uscente Sebastian Kurz ha nettamente vinto le elezioni politiche in Austria di domenica 29 settembre, anticipate in seguito alla caduta del Governo a causa dei riflessi dello scandalo di corruzione, denominato Ibizagate, che ha coinvolto l’ex Vicecancelliere Christian Strache, leader del Fpo, partito di estrema destra alleato dei popolari. Kurz già dato per favorito nei sondaggi ha ottenuto per il suo partito una percentuale intorno al 38%, distanziando nettamente i socialdemocratici fermi al 22 %, che comunque si confermano secondo partito, anche se hanno dovuto subire a sinistra il successo dei verdi che entrano in Parlamento con un lusinghiero 12%.

Una vera debacle per l’Fpo che ha perso nove punti e si è fermato al 16%. Unica altra forza politica che ha superato la soglia di sbarramento sono i liberali che hanno ottenuto il 7%. Ma che scenari si aprono in Austria per la formazione del prossimo Governo? Sostanzialmente quattro. Ci potrebbe essere una “grande coalizione” , ma un accordo tra popolari e socialdemocratici appare difficile dopo una campagna elettorale in cui non sono mancate le tensioni e le accuse reciproche tra i due partiti. Ci potrebbe essere una riedizione della precedente alleanza di centro destra con rapporti di forza notevolmente mutati a favore dei popolari ma nei prossimi giorni l’ultradestra si interrogherà riunendo gli organi del partito e la tendenza attualmente è quella di rimanere fuori dal Governo. Il quadro più probabile è attualmente quello di costituire una nuova maggioranza di centro sinistra coinvolgendo i due vincitori delle elezioni, i popolari e i verdi e per garantirsi una maggioranza tranquilla anche i liberali. Del resto già in tre regioni austriache il Governatore dei verdi ha attuato una maggioranza di questo tipo. Infine ci potrebbe essere il tentativo , fallite tutte le trattative di costituire un monocolore guidato da Sebastian Kurz, con qualche astensione benevola ma con il problema di una maggioranza ricattabile e incerta. Di fronte a questa situazione avrà il suo peso anche la collocazione europea del partito popolare con un Kurtz che negli anni scorsi era stato più volte criticato per i suoi eccessivi cedimenti all’ultradestra soprattutto per la politica attuata nei confronti dei migranti con l’ ‘invio di soldati a presidiare il confine con l’Italia.

Alessandro Perelli

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