sabato, 7 Dicembre, 2019

“L’uomo spaesato”: Fenizi sulle nuove frontiere della società

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“Scienza, tecnologia e mercato hanno prodotto, dal Rinascimento in poi, la società attuale. Con risultati incredibilmente positivi rispetto ai secoli precedenti, risultati che sarebbe folle negare:pensiamo agli enormi progressi fatti nella medicina, nella lotta a malattie che prima mietevano in tutto il mondo milioni di vittime ed oggi, invece, in buona parte del pianeta, sono quasi completamente scomparse. O nel contrasto delle carestie: che in Europa, spesso abbinate alle epidemie, hanno rappresentato un flagello periodico sino agli inizi dell’età moderna, e altrove sono proseguite sino ad oggi (in Cina, ad esempio, in 1800 anni di storia ci sono state ben 1800 carestie, una all’anno, sino ai tempi di Mao!).

Però questo saggio, senza voler negare tutto ciò, mette in guardia anche contro i rischi che oggi l’umanità corre per un impiego eccessivo e distorto di scienza e tecnologia, e per l’esaltazione del liberismo selvaggio, che ha portato alla concentrazione della maggior parte delle ricchezze mondiali nelle mani di pochi gruppi privilegiati risiedenti nel mondo industrializzato”.

Così Luciano Pellicani, docente emerito di Sociologia politica alla LUISS di Roma, ha aperto – nella sala Atti parlamentari della Biblioteca del Senato – la presentazione del libro di Luigi Fenizi (funzionario del Senato e scrittore, già autore di vari saggi sulla storia del ‘900, il dissenso sovietico e la figura di Albert Camus) “L’ uomo spaesato-Nel vortice delle mutazioni” (Roma, Scienze e Lettere ed., 2019, €. 15,00). Un saggio che è, in sostanza, un viaggio lungo le sottili frontiere della società contemporanea tra progresso e corsa forsennata allo stesso, sviluppo economico e involuzione dello sviluppo, ricerca della felicità e ossessivo perseguimento di un edonismo non solo fine a sè stesso, ma giunto, oggi, a strumentalizzare e mettere in discussione anche eventi dolorosi, ma pienamente naturali, come la morte.

Nella Russia di Putin, ad esempio, informa Fenizi, oggi sono nate diverse aziende che a pochi ricchi utenti propongono, a caro prezzo, l’ibernazione per decenni, in condizioni costantemente monitorate da equipes sanitarie, per spostare il più possibile in là l’appuntamento con la morte qualora si sia affetti da malattie oggi incurabili. Mentre in America e nel Regno Unito, ogni anno cresce del 70% la domanda di chirurgia ginecologica, per operazioni volte a modificare le vagine per motivi non di salute, ma semplicemente per esibire organi genitali “da Barbie”.

“L’ uomo ad una dimensione, il mitico saggio di Herbert Marcuse, ma anche il libro di Elias Canetti sulle masse: questi i principali testi cui accostare il lavoro di Fenizi, secondo Roberto Cipriani, docente emerito di Sociologia delle religioni all’Università Roma 3. “E molti, entrando più nello specifico, i temi affrontati dall’Autore. Come masse, narcisismo ed edonismo, l’uso parossistico del fenomeno Internet, il rapporto cultura-spettacolo, la memoria post-mortem, la ricerca del sacro: oggi, non tanto paradossalmente, ancor più forte, proprio in questa società ultrasecolarizzata, corpo e piacere (tra l’altro, se la Chiesa cattolica, in passato, non avesse così a lungo osteggiato un testo come “Il Cantico dei cantici”, avrebbe contribuito fortemente alla crescita, tra i fedeli, di un approccio alla sessualità molto più sano); umano e postumano (sulle orme di Nietzsche, N.d.R.)”. E, aggiungiamo, in politica, un’ appassionata difesa delle ragioni del socialismo democratico e riformista, oggi più che mai attuale proprio per rilanciare il Welfare State contro gli assalti del liberismo selvaggio.

Cesare Milanese, giornalista collaboratore di varie testate, già responsabile delle pagine culturali di “Mondoperaio”, ha ripercorso l’evoluzione del pensiero dell’ Autore: soffermandosi, in ultimo, sulla simpatica, quanto ironica, immagine di copertina, una vignetta che raffigura – scena, purtroppo, oggi davvero frequente – due innamorati su una panchina che, smartphone in mano, scambiano tenerezze non tra loro, ma chissà con quali partner (molto probabilmente, poi, più vagheggiati che reali), che stanno cercando in Rete. Mentre non manca, nelle ultime pagine del libro, un incontro di Fenizi con lo Spirito del tempo, descritto con le sembianze di un uomo medio di media età: che l’Autore (tra Hegel, Marx e Ray Bradbury, diremmo) immagina di aver incontrato in un rilassante parco della Silicon Valley, a 300 km. da San Francisco.

Fabrizio Federici

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