lunedì, 18 Novembre, 2019

La bacchettata dell’FMI, non bastano politiche monetarie

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Il direttore del FMI, Cristine Lagarde, candidata alla presidenza della BCE, in audizione davanti alla Commissione Econ del Parlamento Europeo, ha detto: “L’inflazione nell’area euro resta troppo bassa in modo persistente, pertanto concordo con la valutazione della Bce, secondo la quale serve una politica monetaria ‘altamente accomodante’ per un periodo prolungato di tempo per portare l’inflazione all’obiettivo, cioè vicina ma inferiore al 2%”
Secondo Lagarde: “Nell’Eurozona le riforme strutturali sono in molti Paesi una missione incompiuta. Alcuni le hanno iniziate, altri hanno guardato alle riforme in modo riluttante, senza fare molto: chiaramente i Paesi che non hanno spazio di manovra oggi, e sono meno della metà dei Paesi della zona euro, devono rivedere il loro mix di politica economica, con un focus favorevole alla crescita e usare le riforme strutturali ora”.
Cristine Lagarde ha spiegato: “Ora abbiamo un po’ di crescita, queste sono le circostanze in cui le riforme strutturali possono essere più efficaci e produrre i risultati migliori. Contemporaneamente, quei Paesi dell’area euro, che sono la maggioranza, che hanno invece un deficit pubblico compreso tra lo zero e lo 0,5% del Pil hanno uno spazio di bilancio che può essere utilizzato per stimolare l’economia”.
Il candidato alla presidenza della Bce ha continuato: “Durante la mia esperienza come ministro delle Finanze ho vissuto le difficoltà di coordinare le politiche di bilancio, che sono intrinsecamente focalizzate su questioni nazionali e non sulla prospettiva dell’area euro. Tendiamo a tornare a casa, ma la dimensione europea può essere fondamentale, se completata in modo appropriato, per resistere alla destabilizzazione generata dagli choc esterni. Servono regole efficaci e semplificate e uno strumento di bilancio per l’area euro come complemento. Nell’area euro servono anche politiche di bilancio, per stabilizzare le nostre economie in tempi di recessione e per evitare di sovraccaricare di compiti la politica monetaria”.
Il nuovo Governo, nel formulare la legge di bilancio, dovrà fare i conti anche con la realtà descritta dal futuro presidente della Bce.

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