venerdì, 27 Novembre, 2020

La banalità del male e quella del vero

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In un Paese normale – ha sostanzialmente detto il dott. Davigo a “La 7” – Berlusconi (condannato per evasione fiscale) sarebbe fuori dalla politica. Giusto. Ci si deve chiedere però perché l’Italia non è un Paese normale. Una ragione è la scarsa credibilità di una parte della magistratura dovuta alla sua politicizzazione. Non ultimo, pesa l’assuefazione (e il disgusto) dell’opinione pubblica per le campagne di aggressione mediatica (Berlusconi ne ha subite decine) compiute attraverso la violazione continua del segreto istruttorio. Che ha come protagonisti due “partiti irresponsabili”: quello dei magistrati politicizzati e quello dei giornalisti altrettanto politicizzati. “Partiti” perché con obiettivi politici, ma “irresponsabili” perché “non responsabili”, appunto, di fronte all’elettorato. E la querela di Renzi a Davigo? I “partiti irresponsabili”, nella magistratura, sono piuttosto “partitini”: tanti e in conflitto tra loro. Molti perciò si domanderanno: quale partitino prevarrà nel determinare la sentenza? Tutto ciò è banale, certo. Ma a volte, come la “banalità del male”, c’è anche quella del vero.

 

Ugo Intini

(il Dubbio)

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