mercoledì, 20 Gennaio, 2021

La bischerata

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Uso il linguaggio fiorentino di Riccardo e di Matteo. L’ultima è quella che vedrebbe il nostro senatore nelle vesti di responsabile, pronto ad appoggiare Conte anche senza Renzi, qualora il presidente del Consiglio, anziché rassegnare le dimissioni al presidente della Repubblica, a seguito del venir meno di un partner di maggioranza, intendesse verificare l’esistenza di una maggioranza qualsiasi in Parlamento. Nencini, in pieno accordo con Maraio, ha respinto al mittente l’illazione. E’ stato l’ideatore e il fondatore del gruppo Psi-Italia viva, e in molti oggi se lo sono dimenticati. Riccardo sa tenere la barra dritta, cosi come Vincenzo. Oltretutto l’idea di un governo formato da Pd, Cinque stelle, Leu e responsabili di Clementone Mastella, che a me sta simpatico perché circumnavigatore di interi continenti politici e gestore di incarichi plurimi, ma sempre sulla cresta dell’onda (bisogna essere abili alquanto), pare sia stata smentita dal presidente del Consiglio a seguito del colloquio avuto col Quirinale. Dunque responsabili responsabilmente cacciati dietro le quinte. Appare dunque sempre più probabile che Conte salga le scale del Quirinale per rassegnare il mandato al presidente della Repubblica. E a quel punto tutte le soluzioni paiono possibili. La prima che si verificherà sarà quella di un reincarico allo stesso Conte. Ma Renzi é disponibile ad accettare un Conte ter? Cioè un governo fotocopia di quello appena affossato? Non sarebbe una sua sconfitta? Sarebbe, come dire, l’ammissione di avere aperto una crisi al buio, poi del buio aver avuto paura tanto che appena si e accesa la luce si é subito acquietato. Poteva evitare tutto questo. Avrebbe un ministro in più? Ma non é quello che ha sempre escluso? Non ci ha riempito le orecchie con l’elogio della rinuncia alle poltrone? Si accontenterebbe di un patto di legislatura? Ma su cosa? Una formula é vuota se non la si riempie di contenuti. Il patto dovrebbe o no prevedere il Mes, ad esempio, e l’immediato sblocco delle opere pubbliche, fermo da luglio, per restare ai due temi sui quali Renzi si é particolarmente intrattenuto nella sua conferenza stampa? Se Renzi non ha aperto una crisi per fare un giro di valzer ha in testa, e spero in tasca, una soluzione. Solo un dilettante apre una crisi e non sa come chiuderla. A me pare che l’unica soluzione che possa davvero far fare un salto in avanti all’Italia, alle prese con la crisi più acuta del dopoguerra, dovuta alla pandemia (ma anche prima della pandemia il nostro Pil era il più basso tra quelli europei) e alla vigilia delle gestione del più cospicuo finanziamento della storia, il Recovery fund, sia quella di schierare al governo tutte le migliori risorse del Paese. Mi pare che lo stesso concetto, tra l’altro, sia stato espresso da Beppe Grillo, in un inatteso e stupefacente appello da uomo di stato. Chiedere a Mario Draghi di presiederlo é una stravaganza? Può un uomo delle istituzioni rifiutare di assumere la più rilevante e prestigiosa responsabilità nel governo del Paese? Non credo proprio. E penso che una soluzione del genere sarebbe l’unica a giustificare e anzi a valorizzare la crisi aperta da Renzi, che rischierebbe altrimenti di avvitarsi su stessa. Consentirebbe alle altre forze di maggioranza di non tirarsi indietro a fronte del prestigio dell’uomo, e alle forze di opposizione, almeno a due su tre, di appoggiare in forme tutte da definire una soluzione di unità nazionale. Può anche essere che tutto questo, che umilmente sostengo da due anni, non si verifichi per egoismi di taluni, per disegni di basso livello di altri, per dinieghi personali o politici. Ma che questa sia la soluzione migliore per l’Italia questo é certo. O é anche questa una bischerata?

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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