venerdì, 22 Novembre, 2019

La cassa integrazione torna a correre

0

Nel mese di settembre sono cresciute le richieste di cassa integrazione: sono arrivate all’Inps richieste – si legge sull’Osservatorio sulla cassa integrazione – per 17.194.330 ore con un aumento del 51,9% sullo stesso mese del 2019. Rispetto ad agosto l’aumento è del 168,2%. Tra gennaio e settembre sono state chieste 186.618.956 ore con un aumento del 16,27% grazie a una crescita della cig straordinaria del 37,41% (le richieste dell’ordinaria sono diminuite del 4,02%).

La crescita di settembre sull’anno prima è dovuta al boom delle richieste di cassa integrazione straordinaria che con 11,5 milioni sono quasi raddoppiate (+99,16%). Quest’anno si è invertita la tendenza di calo delle richieste iniziata nel 2013 ed è probabile che si superi il dato registrato nel 2018.
L’Inps ha segnalato che diminuiscono ad agosto le richieste di disoccupazione: nel mese l’Istituto ha ricevuto 101.397 domande tra Naspi, Mobilità e Discoll con una diminuzione dell’11,8% rispetto allo stesso mese del 2018.
Una situazione non rosea come la ha definita Ivana Veronese segretaria confederale UIL. “Nei nove mesi dell’anno ha raggiunto circa 187 milioni di ore con un aumento, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, del 16,3% derivante da un massiccio utilizzo delle richieste di cassa integrazione straordinaria”.
“Nel solo mese di settembre – ha continuato la sindacalista – l’aumento tendenziale della cassa integrazione è stato del 51,9%, con una preoccupante impennata del 99,2% della straordinaria, a cui si affianca anche una lieve risalita delle ore di ordinaria, segnale quest’ultimo da non sottovalutare poiché indice dell’apertura di situazioni di criticità per nuove aziende”.

“Tutto ciò riflette la perdurante situazione di sofferenza di molte aziende del nostro tessuto produttivo, molte delle quali hanno vertenzialità aperte da tempo che richiedono urgenti misure di intervento, per garantire sicurezza lavorativa alle tantissime lavoratrici e lavoratori interessati. Nonostante questo ammortizzatore sociale riesca a salvaguardare moltissimi posti di lavoro – ha concluso Veronese – c’è comunque l’esigenza di apportare correttivi migliorativi allo strumento che possano permetterne un miglior utilizzo in special modo in alcuni settori e aree produttivi particolarmente vulnerabili”.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply