mercoledì, 18 Settembre, 2019

La CEI bacchetta Renzi: più fatti e meno laicità

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Cei-Art18-RenziI vescovi – ha detto stamane il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, a margine della conferenza stampa a conclusione del Consiglio Episcopale Permanente come riferito dall’Avvenire – non partecipano al dibattito se Renzi è simpatico o antipatico, “noi diamo già un giudizio” quando diciamo che “la famiglia non ci pare messa al centro della politica italiana”. Dunque serve un fisco diverso; migliore conciliazione con i tempi del lavoro; più investimenti sulla scuola, anche paritaria. E presso l’opinione pubblica non può passare il messaggio secondo cui il Sinodo per la Famiglia che si sta per aprire tratterà principalmente dei divorziati risposati. Ma soprattutto i vescovi “prendono le distanze” dal tentativo del Parlamento di riconoscere le “cosiddette unioni di fatto”. Poi, il tema degli abusi sessuali commessi da alcuni sacerdoti: “Una Chiesa che con grande coraggio, con grande decisione, con grande impegno sta dicendo cosa bisogna fare di fronte a questa piaga. Quale Stato in questo momento, quale organizzazione, anche di categoria, in questo momento sta vedendo al suo interno se ci sono pedofili e cosa stanno facendo?”.

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La Chiesa ha sempre meno ragioni per impartire le sue lezioni
di Emanuele Pecheux

L’ex parroco di Cerignola (città della Capitanata sino ad oggi nota per avere dati i natali a Giuseppe Di Vittorio), Nunzio Galantino, asceso alla diocesi di Cassano all’Ionio (Cs) ha imbastito uno show nella conferenza stampa tenuta al termine del consiglio permanente della Cei di cui è segretario generale, in cui più che un pastore d’anime è apparso come il capo di un partito politico neoguelfista d’opposizione.

Sbagliate le parole, i toni e il modo di porsi nei confronti del Governo e, è sperabile, dell’opinione pubblica, anche se cattolica, di uno stato sovrano.

Intanto che un presule italiano, che riveste una carica apicale nella gerarchia vescovile, con una notevole faccia tosta, parli di privilegi fiscali, di zone franche e simili argomenti lascia sbigottiti.

Sua Eccellenza non dovrebbe infatti far finta di non sapere che se c’è un ambito della nostra nazione in cui i privilegi fiscali e le sinecure sono evidenti beh, quello riguarda proprio la Chiesa cattolica e forse sarebbe bene che su codeste questioni ancora irrisolte e sempre rinviate, con compromessi accomodanti nei confronti di Santa Romana Chiesa, Governo e Parlamento tornassero rapidamente, per scriverne finalmente, rimuovendoli ope legis, la parola fine.

Se si sforbicia sui costi della politica, con una legislazione dimagrante per i partiti, se si chiedono sacrifici a tutti i cittadini non si capisce perché non lo si possa fare con chi, predicando bene e non infrequentemente razzolando male, continua ancora a godere di privilegi economici evidenti e ingiusti.

Lo fece nel XIX secolo il Guardasigilli del Regno di Sardegna, Luigi Siccardi, non si vede perché nel XXI secolo non lo possano fare il Governo e il Parlamento della Repubblica Italiana.

Mentre sarebbe sbagliato chiedere al segretario della Cei un passo indietro sul merito delle questioni etiche e dottrinali è tuttavia doveroso appellarsi al sacrosanto diritto di uno stato laico di legiferare in totale autonomia sui diritti individuali e di terza generazione e su temi eticamente sensibili, respingendo vigorosamente gli evidenti tentativi di ingerenza predicati dal neoguefista Galantino.

Infine Monsignore è riuscito nell’impresa di dare l’impressione di volere quasi depotenziare l’azione del Pontefice contro la pedofilia del clero (peraltro nel caso del nunzio polacco, è forte il sospetto che la prescrizione dei domiciliari in Vaticano, in luogo della carcerazione in altri Stati, si possa rubricare come un caritatevole cadeau all’imputato).

Sostenere che quello della pedofilia e degli abusi sessuali (vogliamo parlare, Eccellenza, del caso del capo della Caritas di Trapani che chiedeva prestazioni sessuali agli immigrati maschi in cambio di aiuto?) non sia un problema grave che riguarda soprattutto, la Chiesa i preti e i vescovi, è una tale sciocchezza che suscita la fondata impressione che Galantino usi maldestramente tale argomento a mo’ di foglia di fico per coprire l’inqualificabile comportamento che da decenni è pratica quotidiana del clero e fino a pochi anni fa è stata sistematicamente collocata sotto il tappeto dai vertici della Chiesa cattolica che, in ragione di ciò, oggi non ha titoli né soprattutto credibilità per abbandonarsi alla pratica del benaltrismo di cui ha dato prova sua Eccellenza al quale è lecito suggerire una rilettura e una rimeditazione del passo del Vangelo dove Gesù Cristo si esprime in termini di inusitata durezza contro chi si macchia di simili nefandezze.

Lettura e meditazione consigliabili prima della sua prossima conferenza stampa.

Emanuele Pecheux

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Mauro Del Bue

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