domenica, 21 Aprile, 2019

La Cina e il memorandum senza valore

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La Cina, tanti anni fa per sminuire il ruolo degli Stati uniti, nel mondo li definiva come Tigri di carta, e se fosse vero oggi il contrario. Questa grande e continua operazione diplomatica e di immagine della Cina e del suo vero  padrone Xi Jing Ping, Sembra quasi messa in campo per nascondere la realtà  camuffata da i numeri di crescita di un Pil, assolutamente incontrollabile.

La Cina è  cresciuta a dismisura in questi anni, esportando produzioni a basso valore aggiunto e importando in Cina prodotti tecnologici, che spesso hanno copiato, protetti da una legislazione autarchica, e importando per la loro ricca middle class, prodotti considerati come status symbol. Auto, moda, vino  e tanto altro.

Tutto questo flusso di merci registra un preciso dato che chiunque lavora nel campo della logistica può  attestare è cioè  che i container dai porti cinesi partono pieni e spesso e volentieri arrivano vuoti. Come pensano di riempirli i geni che ci governano è  tutto un mistero. Un memorandum firmato con il governo cinese non risolve proprio niente, anzi, se qualcuno pensa di portare il made in Italy in Cina, sbaglia di grosso, da 25 anni tutte le nostre marche di punta della moda  sono presenti in tutta la Cina, ma stanno chiudendo negozi ogni giorno, il nostro agro-alimentare trova grandi difficoltà, perché  il gusto cinese è  completamente  diverso dal nostro.

Il vino che è  il nostro vero asso nella manica, produce un fatturato di circa 158 mln, dieci volte inferiore ai Francesi, ai Cileni, e persino alla nuova Zelanda e all’Australia.
E allora perché  Xi, viene con una megagalattica delegazione? Semplice, perché  noi siamo nel g7, e lui deve far vedere, al mondo e a Trump, e  ai cinesi, che la Cina si sta espandendo nel mondo, nonostante vi sia all’interno un forte calo di consumi, evidenziato dalla forte diminuzione del fatturato verso Corea del Sud e Taiwan, fornitori  principali dei loro macchinari, e dal calo dei prodotti made  in Usa,a causa della guerra dei dazi.

Lo dirà  la storia, ma forse la grande Cina, ha esagerato,forse nel suo tentativo di dominare il mondo, ha commesso l’errore, tipico dei paesi senza democrazia, che commise l’unione sovietica, andando dietro alla corsa sugli armamenti degli americani, e cioè  di non curarsi del suo popolo affamato dal regime  sovietico. La Cina può  rischiare la stessa fine, vero che ha 250 mln di persone con capacità  di spesa alta, ma ha anche circa un miliardo di persone nella soglia di povertà. E solo chi è  andato in Cina e ci ha lavorato può  comprenderne l’essenza di questa realtà,non certo chi fino a ieri ha venduto bibite  o fatto l’avvocato di provincia.

E soprattutto chi pensa di ingannare gli italiani, ben sapendo come ricorda Nencini, che solo un accordo con l’europa è  valido sul piano commerciale, gli  accordi  firmati dai singoli paesi, non concordati con l’unione europea, sono nulli e non hanno alcun valore.
Complimenti davvero alla genialità  della nostra politica estera, che ci rende succube dei disegni di una Potenza della quale non dovremmo essere amica, vista la nostra collocazione euroatlantica.

Marco Andreini 

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