giovedì, 28 Maggio, 2020

LA COMMISSIONE BATTE UN COLPO

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La Commissione Europea lancia un segnale di presenza che sembra andare sulla giusta strada. Si chiama Sure (temporary Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency). Si tratta di un programma per proteggere i posti di lavoro dagli effetti della pandemia di Covid-19. Il programma erogherà prestiti, fino a 100 mld di euro in totale grazie a garanzie per 25 mld che dovrebbero essere fornite dagli Stati membri, che aiuteranno gli Stati membri ad affrontare improvvisi aumenti della spesa pubblica per preservare l’occupazione.

I prestiti, a tassi molto bassi, aiuteranno gli Stati membri dell’Ue a coprire i costi direttamente connessi alla creazione o all’estensione di schemi nazionali per il lavoro a orario ridotto (come la cassa integrazione in Italia) e per altre misure simili messe in campo per i lavoratori autonomi, in risposta alla pandemia causata dal coronavirus Sars-Cov-2.

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen si è dimostrata così più più disponibile all’ascolto sottolineando che i fondi messi a disposizione saranno per “tutti gli Stati membri”, ma il programma è concepito per aiutare i Paesi più colpiti dalla pandemia. Lo schema, dice von der Leyen, mira a “preservare il cuore vibrante dell’economia europea, che è la sua forza lavoro qualificata, consentendo alle imprese di conservare la capacità produttiva, per poter ripartire dopo la fine dell’emergenza senza perdere quote di mercato”.

Soddisfatto il commissario all’economia Paolo Gentiloni: “E’ la Commissione Europea che va sui mercati, emette bond, e la Commissione Europea ha un rating tripla A, con la possibilità di ottenere tassi di interesse bassissimi, e presta questi quattrini con delle scadenze di lungo termine ai diversi Paesi”. “Penso – ha aggiunto Gentiloni – che i Paesi che ne approfitteranno di più saranno soprattutto i Paesi con alto debito, perché hanno molta più difficoltà a reperire fondi. E’ il primo passaggio simbolico, e forse storico, alla messa in comune dell’impegno attuale e futuro”.

“Penso – ha detto ancora Gentiloni – che questa distinzione non sia soltanto una distinzione per avere un po’ di benevolenza da parte dei Paesi dotati, ma che sia una distinzione importante”. “Stiamo parlando – ha continuato – di mettere insieme le forze economiche tra Paesi che hanno livelli di debito di accesso ai mercati diversi per una situazione di emergenza. E questi Sure Bond, i bond che verranno emessi per finanziare questi strumenti tipo cassa integrazione, sono un primo esempio. Penso che ce ne saranno altri”.

L’accesso al programma non prevede “alcuna condizionalità”, ha spiegato Marteen Verwey, direttore generale per le questioni economiche e finanziarie della Commissione Europea, fatta eccezione per un aumento, anche previsto, della spesa per gli schemi nazionali di sostegno all’occupazione. Il bilancio pluriennale dell’Ue 2014-20 “è vicino alla fine”. Gli Stati membri non sono riusciti, nel Consiglio Europeo del 20-21 febbraio, proprio quando a Codogno scoppiava il contagio dal Covid-19, a trovare un accordo sul bilancio 2021-27, a causa delle divisioni tra i Paesi. E questo potrebbe essere un limite perché le risorse rimaste non sono molte. E’ questo il motivo per cui, anche se “stiamo utilizzando tutto lo spazio” rimasto, “avremo bisogno di garanzie aggiuntive” ha concluso Verwey.

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