martedì, 29 Settembre, 2020

La Commissione Ue verso linea breve per l’adesione ‘balcanica’

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Alla fine, come era previsto, è stato delineato un compromesso tra la posizione più rigida, quella di Macron e quella più aperta della Merkel. La Commissione europea, su proposta di Oliver Valhery, ha approvato le nuove linee che regoleranno le adesioni di nuovi Stati e che, in sostanza si configurano con un accorciamento dei tempi ma con un aumento del peso politico degli Stati già aderenti. L’iter sarà più veloce ma vi sarà la possibilità di più sanzioni in caso di inadempienze fino ad arrivare allo stop ai negoziati. Il problema si era posto in seguito al congelamento da parte francese della richiesta di adesione da parte dell’Albania e della Macedonia del Nord. Congelamento che oltre alle negative reazioni interne dei due Stati che avevano, tra l’altro, causato le dimissioni del Primo Ministro macedone, aveva generato l’iniziativa del Presidente serbo Vucic di anticipare le decisioni europee creando una sorta di libero mercato eliminando i controlli ai valichi tra Serbia, Albania e Macedonia del Nord. Da parte dei Paesi candidati viene ora richiesta una maggiore attuazione delle riforme fondamentali e, in particolare, del miglioramento della istituzioni democratiche e allo stato di diritto ma anche imprimendo slancio alle proprie economie. Vengono, in pratica, confermati i cosiddetti criteri di Copenaghen del 93 che riguardavano la necessità di avere istituzioni stabili, che garantissero il rispetto dei diritti umani e promuovessero la concorrenza e la trasparenza ma le sanzioni per i Paesi che non rispetteranno questi parametri saranno molto più marcate. Infatti gli Stati richiedenti l’adesione che faranno passi indietro su quanto richiesto, verranno puniti attraverso ammonizioni che prevedono un rallentamento dei processi di adesione ma anche una decurtazione delle risorse erogate e di altri benefici con possibilità di riapertura dei negoziati su capitoli già chiusi o dati per acquisiti.
Per lo stop definitivo sarà però necessario che due terzi dei Paesi UE non si opponga. È abbastanza evidente che per ora siano solo Albania e Macedonia del Nord a essere interessate alle nuove regole che però si applicheranno a tutti gli altri Stati dei Balcani occidentali non ancora aderenti. Se il Consiglio d’Europa, convocato per marzo, darà, come probabile, il via libera a queste normativa approvata dalla Commissione, per Albania e Macedonia del Nord, che ha già dichiarato di essere favorevole e di accettarle, si potrebbero aprire concretamente le porte dell’Unione Europea. Un paio di mesi prima del summit Ue-Balcani occidentali in programma a Zagabria per maggio su cui si riponevano concrete speranze, anche da parte italiana, di arrivare finalmente all’allargamento.

Alessandro Perelli

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