lunedì, 9 Dicembre, 2019

La Croazia vede allontanarsi l’area Schengen

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Le indiscrezioni dei media croati sull’entrata di Zagabria nell’area Schengen a metà del 2020 somo state un po’ ridimensionate dalla visita che Ursula von der Leyen, neo Presidente della Commissione Ue, ha effettuato ieri in Croazia. I giornali avevano anticipato il giudizio positivo della Commissione che si esprimerà a settembre sugli ultimi otto punti dell’acquis richiesto per entrare in Schengen e avevano annunciato l’attività diplomatica per accelelrare l’iter della questione.

E c’era stato l’apprezzamento del Presidente Ue uscente Claude Junker per i progressi fatti in questo senso da Zagabria che avrebbero assicurato un rapido iter della vicenda. Ma ieri la von der Leyem ha raffreddato gli entusiasmi nell’incontro avuto con il Primo ministro  Andrej Plenkovic sostenendo che per avere il via libera la Croazia dovrà convincere tutti gli Stati già in Schengen. E le maggiori difficoltà potrebbero venire proprio dalla vicina Slovenia ufficialmente per la mancata accettazione e applicazione croata della sentenza della Corte arbitrale dell’Aia sui confini marittimi tra i due Stati da tempo irrisolta e che impedisce un accordo per l’importante problema della pesca.

Ma ci sono altre questioni sul tappeto. La prima è il problema delle migrazioni per cui Lubiana accusa Zagabria di mancata attenzione sulla fascia confinata e per risolvere il quale il Governo di centro sinistra sloveno ha deciso la costruzione di una rete metallica di 40 chilometri per impedire l’accesso indiscriminato di clandestini. La seconda è un tentativo di fermare parzialmente l’enorme afflusso turistico sulle coste croate che, con i controlli rigorosi alla frontiera, ne riverserebbe una parte sulla costa slovena aumentandone i benefici finanziari.

Sembra che sia ancora attuale la profezia di Gianni De Michelis, che quando era Ministro degli Esteri si batteva per un’entrata contemporanea di tutti gli Stati dell’ex Jugoslavia in Europa proprio per evitare i veti di quelli entrati contro gli altri che dovevano entrare e tragedie come la guerra che era scoppiata negli anni 90. Questo rallentamento, in sostanza  dichiarato da Ursula von der Leyern, ha messo un po’ in imbarazzo il Governo Hdz, che aveva già subito la mezza delusione per la mancata nomina della Presidente Grabar Kitarovic a Commissaria Ue e che si troverà nei prossimi mesi ad affrontare prima a fine anno le elezioni presidenziali e poi nella prossima primavera quelle politiche con i socialdemocratici primo partito di opposizione che stanno affinando le armi per riconquistare la maggioranza e con una situazione ecomomica diventata preoccupante.

Alessandro Perelli

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