venerdì, 7 Agosto, 2020

La cucina italiana patrimonio dell’Unesco?

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L’idea è stata lanciata da “La Cucina Italiana” – dal 1929 il mensile di cucina più prestigioso e longevo in Italia come nel resto del mondo –che, con il numero di luglio, presenta un nuovo e ambizioso progetto di comunicazione volto a sostenere il valore universale della cultura gastronomica italiana: una grande iniziativa corale per candidare all’Unesco la “cucina italiana”, per l’appunto, quale patrimonio immateriale dell’umanità. Ogni numero della rivista, da luglio a dicembre, sarà firmato da un grande chef italiano che diventerà, insieme al brand editoriale di Condé Nast, ambasciatore della nostra cucina nazionale in tutto il globo. Ogni numero sarà come un dossier di candidatura nel quale il cuoco prescelto racconterà la sua cultura del cibo, il suo territorio e la filiera, interagendo con le rubriche e i contenuti della storica rivista. Tanta eccellenza italiana, ricette declinate in versione domestica, racconti di donne e uomini che fanno grande l’Italia e contribuiscono a rendere i piatti dei cuochi sempre più decisivi nel raccontare la nostra identità, il tutto contraddistinto dal desiderio di unirsi finalmente una volta per tutte e allearsi per raggiungere un grande e importante obiettivo: la candidatura della cucina italiana a Parigi in quel palazzo dell’Unesco non a caso progettato a sua volta da un italiano, Pierluigi Nervi.

“Credo che sia in ogni caso un dovere, ma oggi in particolar modo, per un brand leader, quale è La Cucina Italiana, in Italia e all’estero, assumersi una responsabilità più ampia e farsene carico attraverso un percorso, che non è solo formale; di convogliare le eccellenze e le migliori energie del settore per rafforzare il made in italy. Sono certo che lungo il percorso numerosi nuovi compagni di viaggio si uniranno a noi. Questa è una chiamata aperta per tutti coloro che hanno a cuore il nostro paese e le sue immense ricchezze. La cucina è senza dubbio una delle principali” commenta Fedele Usai, Ceo di Condé Nast Italia.

Il primo dei sei numeri da collezione, in edicola dallo scorso 2 luglio, è diretto da Massimo Bottura, il pluripremiato Chef di fama mondiale che conta tre stelle Michelin con l’Osteria Francescana di Modena, primo  italiano a partecipare al celebre documentario Chef’s table (Netflix) e a trionfare due volte come numero 1 al mondo nella classifica World’s 50 Best Restaurants. Bottura viene ritratto in copertina da JR, artista di fama mondiale e di nazionalità francese, a dimostrazione del fatto che la tradizione culinaria italiana già oggi è abbracciata e amata da in tutte le latitudini. In queste 164 pagine Bottura apre le porte della sua casa e della sua cucina, racconta la sua storia, svela cosa mangia la sua brigata con ricette memorabili. Nel numero ci sono tutti, gli agricoltori, i produttori, ma anche storiche interviste come quella di Luca Dini ai due grandi del caffè italiano, Andrea Illy e Giuseppe Lavazza, insieme per la prima volta a parlare di un obiettivo comune. Tra i tanti collaboratori di grande prestigio e notorietà compaiono anche Malcom Pagani, Andrea Grignaffini, Patrizia Re Rebaudengo, Camilla Baresani e Paolo Marchi, mentre le immagini sono scattate da autentici maghi dell’obiettivo come Massimo Vitali, che lavora per testate prestigiose (New York Times e Le Monde), autore, in questo primo numero, di uno straordinario “Viaggio In Italia”. Tra gli artisti, oltre a JR autore della copertina, ci sarà Mimmo Paladino a parlare di cucina e pittura dal suo atelier in Campania.

«Siamo partiti per una grande avventura: mettere insieme l’Italia e raggiungere un grande riconoscimento internazionale» dice Maddalena Fossati Dondero, direttrice della testata. «È una grande occasione per aggregare le nostre forze intorno a un unico obiettivo e allo stesso tempo scoprire gli universi dei grandi maestri della nostra cucina che vuol dire identità e cultura ma anche tutta la loro filiera, in una parola territorio».
«Da Nord a Sud, la nostra è una penisola ricca di cultura, storia, innovazione. È importante unire le forze» sottolinea Massimo Bottura. «Vorrei che in questo Paese non si dicesse più Modena “o” Bologna, ma Modena “e” Bologna. Uniti possiamo fare tutto. Sogno il riconoscimento della cucina italiana come bene immateriale dell’Unesco».

Andrea Malavolti

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